L'Unione Monregalese |
Contatti |
Redazione |
Redazione Sportiva |
Dove Siamo |
Abbonamenti |
Diocesi |
Pubblicità |
San Pio V Onlus
- 02-02-2010 VALLI MONREGALESI
-
Cava di Roccaforte: il sindaco va avanti
-
Nessun cambio di rotta, nemmeno davanti al verdetto dei giudici: a Roccaforte il sindaco concede alla cava altri 10 anni di lavori, anche se il “Piano rumore” del Comune è illegittimo e con due sentenze contro. Respinta la richiesta della minoranza di ritirare la delibera di “via libera”: e la capogruppo Testino chiede le dimissioni del sindaco.
Il parere del Consiglio di Stato che straccia il “Piano acustico” esistente (già bocciato dal Tar), proprio a causa della zona in cui si trova la cava Interstrade, non è bastato a fare cambiare idea a Renato Occelli e alla sua maggioranza: «Quella sentenza dice solo che il Piano è da rifare – ha spiegato –, e non che le emissioni di rumore sono troppo forti. Quindi, non c’è alcuna ragione per ritirare la concessione». Poi rivolto direttamente alla minoranza, ha aggiunto: «Tanto, non c’è soluzione. Al nostro posto, voi avreste fatto la stessa cosa».
Il Consiglio comunale si è riunito la sera del 28 gennaio: tre punti all’ordine del giorno, ma il principale era la mozione del gruppo “Roccaforte domani”. Il capogruppo Maria Luisa Testino ha posto immediatamente il problema: «Avete dato l’ok all’Interstrade con una delibera che non possiamo non definire “anomala” – ha detto –. Avete convocato la Giunta d’urgenza il 24 dicembre, pur sapendo che il Consiglio di Stato aveva già emesso la sentenza un mese prima, anche se l’esito non era ancora stato pubblicato. E avete deliberato di concedere alla cava di scavare un nuovo fronte, senza nemmeno convocare il Consiglio».
La sala è gremita di pubblico: per la maggior parte si tratta dei residenti della frazione “Rulfi”, che da vent’anni vivono al di sotto della cava. Le vertenze sul “Piano rumore”, prima al Tar e poi al CdS, hanno sempre dato ragione a loro. Sperano che il Comune questa volta decida di tornare sui suoi passi, ma invano: il sindaco è categorico, quella delibera resta com’è. «Non possiamo certo ignorare la sentenza – risponde Occelli –, che tuttavia non condividiamo. A leggere le motivazioni del CdS, mi viene da pensare che non abbia letto l’enorme mole di documentazione che abbiamo prodotto. Ma ne prendiamo atto: rifaremo il “Piano rumore”, lo riscriveremo da zero. Questo, comunque, non risolverà il problema della cava: che è lì come sono lì le case, e non c’è modo di risolvere la situazione».
Sulla concessione, Occelli ribadisce esattamente la linea fin qua sostenuta: «La concessione era un atto dovuto, l’Interstrade aveva tutti i pareri positivi dagli altri Enti, non potevamo non concederla: avrebbe voluto dire far chiudere la cava. Questa sentenza non c’entra nulla, riguarda solo la zonizzazione acustica: non dice che si sono superate le emissioni di rumori». «Non è vero che non c’entra – replica la Testino –: la Provincia dice chiaramente che il parere favorevole è condizionato alle norme acustiche... e il CdS ci ha appena bocciato il Piano. E poi il sindaco ha sempre l’ultima parola, quando si tratta della salute dei propri cittadini». Dalle fila dell’opposizione interviene nel dibattito anche Teresio Rulfi: «Non capisco quale guadagno abbia il Comune nel voler dire “sì” alla cava: lo compresi dieci anni fa, quando il sito poteva crescere... ma oggi è il buon senso che dovrebbe farci dire di no. Comunque, porterò la questione all’attenzione della presidente della Provincia, Gianna Gancia». Occelli si difende: «Le emissioni restano sotto controllo, e vigileremo sulle prescrizioni che sono state imposte: non cambia nulla. L’Intestrade aveva fatto richiesta già ormai da due anni, non potevamo aspettare ulteriormente: andava approvata entro il 2009 anche per una questione di regolamenti sulle cave, e questa è la ragione che sta dietro alla convocazione d’urgenza. Se avessimo respinto la concessione, l’azienda avrebbe potuto ricorrere al Tar contro il Comune, a sua volta». «Lo faranno comunque ancora una volta i residenti – ribatte ancora la Testino –: con la differenza che loro hanno già due sentenze a favore. Capisco la perseveranza quando si è certi di aver agito bene: ma perché schierarsi sempre contro i propri cittadini, anche davanti al rischio di continuare a perdere le cause in Tribunale? Il sindaco è davvero così sicuro di essere nel giusto?». Poi, una vera e propria richiesta di dimissioni: «Se l’intenzione del sindaco di portare avanti le proprie idee personali arriva al punto di andare contro agli interessi del Comune – è la dichiarazione della Testino –, io credo che sarebbe il caso di fare un passo indietro e rimettere il proprio incarico».
Ma Occelli scuote il capo: «Se voi foste seduti al nostro posto, in maggioranza, avreste fatto lo stesso – è la risposta –. Confermo le nostre intenzioni perché sono convinto di essere nel giusto, e non ho nessuna intenzione di fare passi indietro. Ribadisco che vigileremo sulla cava e sul rispetto delle norme. E per quanto riguarda i ricorsi persi: le spese legali le pagheremo di tasca nostra, come amministratori».M.T.
PRIMO PIANO
Santuario: ecco, la Fiera!MONDOVI' E DINTORNI
Maltempo: Feu d’la Madona rinviati a sabatoVALLI MONREGALESI
Antenne telefoniche, Villanova conferma i palettiLANGHE E PIANURA
Carrù: «Facciamo promozione insieme!»CEBANO E VALTANARO
Ormea inonda giochi d’acqua nel “biale”VALBORMIDA
Santuario: ecco, la Fiera!SPORT
Floriana Bertone agli Europei in Serbia
Credits: Zirak





