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- 02-02-2010 LANGHE E PIANURA
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Rifiuti “speciali”: Acem non può ritirarli
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L’Acem non può più ritirare le 8 mila tonnellate di rifiuti “speciali”: una diffida provinciale blocca l’autorizzazione, richiesta e a suo tempo ottenuta, a causa del mancato rispetto delle prescrizioni. Un fatto che porebbe avere ripercussioni anche sulle casse del Consorzio: il conferimento dei rifiuti “speciali” costituiva infatti un importante entrata nel bilancio. Il problema sono le “percentuali di recupero”: l’Acem non è in grado di rispettarle.
La possibilità di ricevere 8 mila tonnellate di “rifiuti speciali” (del tipo, per esempio, di natura industriale) è stata inseguita dall’Acem per quasi un anno, prima di poter ottenere l’autorizzazione ambientale. Si tratta di rifiuti di tipo “assimilato”, detti “RSA” (a differenza di quelli normali “urbani”, “RSU”). È stato proprio Acem, a ottobre, a comunicare alla Provincia che un carico di questi rifiuti (conferito dalla Aimeri) non soddisfava le percentuali di recupero minime, che la Provincia stessa (seguendo le norme di legge) aveva stabilito in un quantitativo di almeno il 50%, tendente al 70%.
La Provincia ha quindi richiesto una documentazione che spiegasse il mancato rispetto delle prescrizioni: Acem ha risposto che «risulta oggettivamente impossibile valutare preventivamente la percentuale di recupero su ogni carico. Pertanto la valutazione sull’effettivo recupero non può che essere effettuata a valle della lavorazione». Insomma, non esiste modo di garantire il rispetto delle prescrizioni. «Pertanto – spiega il dott. Luciano Fantino, responsabile del settore Tutela Ambiente della Provincia –, l’unica soluzione era quella di diffidare Acem e Ama dal conferire nella discarica i rifiuti speciali autorizzati». L’Ama (società che gestisce l’impianto di Magliano) ha presentato ricorso al Tar, contro i paletti imposti dall’Autorizzazione provinciale. Parallelamente, in sede di una riunione dell’Ato, l’Acem avrebbe già fatto presente la sua speranza che la Provincia riveda le percentuali di recupero.
Sulla questione è anche intervenuto l’ex sindaco maglianese Edoardo Belgrano: «La diffida mette in evidenza ulteriori gravi inadempienze da parte di Acem e Ama – scrive –. La progettazione di un impianto sovradimensionato come quello del Beinale non ha tenuto conto dell’aumento significativo della raccolta differenziata, con una riduzione dei rifiuti in ingresso e di conseguenza degli introiti per il Consorzio: per questa ragione Acem, per “fare cassa”, ha chiesto di trattare le 8.000 tonnellate di rifiuti “speciali”. La mia Amministrazione nel 2008 aveva dato parere favorevole, richiedendo il rispetto delle percentuali di recupero stabilite dalla Provincia: se i gestori non sono in grado di rispettare questi parametri, rinuncino alla gestione». Belgrano spiega: «L’impianto del Beinale è stato realizzato e autorizzato per la raccolta e lo smaltimento di RSU. All’epoca, nessuno aveva parlato del trattamento di rifiuti provenienti anche da lavorazioni industriali. Se ora Acem ed Ama vogliono trattare gli“speciali”, chiedano una nuova nuova Valutazione di impatto ambientale».
Le parole di Belgrano trovano un parziale riscontro nelle affermazioni di Fantino: «L’impianto era stato realizzato per raccogliere i rifiuti urbani e solo in parte “speciali”, provenienti dal Bacino Monregalese. Se le prescrizioni venissero rimosse, ci troveremmo di fronte a un impianto differente da quello a suo tempo esaminato in sede di “Via”, e potrebbe configurarsi l’ipotesi di un nuovo iter autorizzativo». Di fatto però le percentuali si rifanno ai termini di legge: cambiarle non è semplice. La soluzione tecnica è quella adottata da tutti gli altri impianti “RSA”: dotarsi di una piattaforma di preselezione, un intervento costoso.
«Ancora una volta succede che ai cittadini viene presentato un progetto che cambia pochi anni dopo – conclude Belgrano –. È grave, poi, il silenzio del sindaco Bailo su una questione che tocca da vicino il paese. Se cambiano i termini autorizzativi, il Comune ridiscuta la sua posizione e faccia sentire la sua voce. Potremmo chiedere che venga assunto nuovo personale residente, una revisione della tassa rifiuti, agevolazioni per i maglianesi, la sistemazione delle strade di accesso all’impianto. E anche la nomina di un rappresentante del Comune nel CdA del Consorzio. Ho sempre sostenuto che i rifiuti non devono rappresentare solo un problema, ma possono essere una risorsa per il nostro Comune. L’ostinazione del sindaco a non dibattere in Commissione un tema di così grande importanza per il paese mi obbliga mio malgrado a spostare il dibattito e il confronto sulla stampa locale e con i cittadini, che in questo modo possono intervenire con il loro contributo».M.T. - A.L.
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Credits: Zirak





