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Cerea! Una domenica con i fumettisti di casa nostra.

Cerea! La festa del fumetto a chilometri zero: una delle manifestazioni più originali e interessanti tra quelle in programma per il Salone OFF. Camillo Bosco, Virginia Sanchesi ed Elovir92 hanno creato un piccolo salotto dove i protagonisti sono gli autori, prima ancora delle loro opere.

Parole chiave: Salone Off (1), Unione Monregalese (3), Cerea (1), Salone del libro di Torino (1), Fumetto (27), Paolo Roggero (26)
Cerea! Una domenica con i fumettisti di casa nostra.

A dispetto delle sue recenti disavventure, si avvicina il tradizionale appuntamento con il Salone internazionale del libro di Torino che, come ogni anno, si porta dietro tutta una galassia di piccole proposte e iniziative coordinate, sotto il marchio del salone Off. Eventi sparsi un po' per tutta la città, anche nelle zone più periferiche, tra i quali spesso si celano idee originali e di grande interesse. Va senz'altro iscritta tra queste il pregevolissimo Cerea! Atipico salone del fumetto, organizzato da Camillo Bosco, Virginia Sanchesi e dall'associazione Elovir92 presso gli spazi del Cecchi Point, tra Vanchiglia e Barriera di Milano. Atipico perché non si tratta della classica fiera-mercato, modello che caratterizza la maggior parte degli eventi dedicati al fumetto. Il Cerea mette in primo piano non tanto gli editori e i prodotti quanto gli autori, e sceglie di dare voce e spazio agli autori del territorio piemontese. Quello che si può vedere varcata la soglia del Cecchi è uno spaccato della scena fumettistica regionale, con una nutrita rappresentanza di nomi più o meno noti, artisti emergenti, ai primi successi o alle prime pubblicazioni (come il sempre più apprezzato Adam Tempesta, o Albhey Longo, al primo libro edito da Bao Publishing), o artisti navigati, come Sergio Ponchione, Andrea Ferraris e Lorena Canottiere. La formula è semplice: ogni artista ha un suo piccolo spazio, un tavolino dove può esporre libri o disegni da vendere o farne sul momento per i lettori. Su un lungo bancone in fondo alla sala sono esposte le opere degli artisti intervenuti, a disposizione del pubblico. La formula della manifestazione non è nuova, ci sono già state esperienze strutturate in questo modo (ad esempio il Crack! di Roma) ma è abbastanza inedita per il Piemonte. Il Cerea insomma non è solo un'occasione unica per il pubblico e per gli intenditori di incontrare autori e personalità del mondo del fumetto ed avere con loro un dialogo informale e senza filtri, ma anche un'opportunità per gli autori di incontrarsi, conoscersi, magari stringere nuovi rapporti lavorativi e serrare le fila della comunità fumettistica piemontese. Un’autentica festa di inchiostri e matite, in cui l’aspetto commerciale è soltanto una parte dello scambio che intercorre tra chi disegna e chi legge.

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Girando per i banchetti è possibile incontrare idee e stili grafici completamente diversi: Albhey, ad esempio, insieme a Oscar Ito, presenta sul proprio tavolo i lavori del progetto De Zummo  creato con Capitan Artiglio. Il trio di artisti rivisita manifesti e locandine di film e canzoni, sperimentando, applicando stili grafici diversi e originali per i vari prodotti e, talvolta, cercando un approccio concettuale più interessante, nel delineare i tratti salienti del soggetto con un immagine. L’esempio più rappresentativo è sicuramente la locandina di A Goofy movie (In viaggio con Pippo), che fa emergere le tematiche più serie e drammatiche di quella che tutti ricordiamo come una divertente e disimpegnata commedia Disney.

Molto interessante a livello di soluzioni grafiche anche il percorso di Federica Zancato, che ha illustrato il recente Storie di vita al 30%. Il tratto della Zancato è essenziale e geometrico ed è basato sulla sottrazione. Scompone gli oggetti in poligoni di base, semplificando estremamente le forme della realtà.

C’erano anche: Luca Ferrara (che con i suoi acquarelli ha illustrato le copertine dei libri di case editrici come Round Robin e Tunuè), Andrea Boscolo (che sta per tornare in libreria con la sua Guide for world domination), Matteo Aversano (autore per la Manfont del curioso Steam pirates railroad, che incrocia l’immaginario steampunk con quello piratesco, in un mix inedito e piuttosto soprendente), Erika “Eki” Bertoli (artista dal tocco ricco ed eclettico, che collabora con diverse case editrici, tra cui Eris Edizioni, Pathos Edizioni, Nowhere e Medigraf), Eleonora Antonioni, (illustratrice e fumettista per, tra le altre, RCS, Einaudi, La Spiga, autrice con Andrea Satta di un delizioso libro dedicato alle biciclette: Officina Millegiri), Carmine Cassese (vincitore nel 2014 del concorso "Tutti pazzi per il fumetto” 2014 e attualmente grafico e collaboratore per Manfont), Lucia Biagi (che ha da poco pubblicato con Eris Edizioni il suo secondo graphic novel in Italia Misdirection costruito intorno a un complesso personaggio femminile e illustrato sfruttando un particolare trio di colori: verdeacqua, viola e bianco), Veronica “Veci” Carratello (fumettista freelance, autrice di Freezer uscito per Bao Publishing nel 2016), French Carlomagno (autore di Aqualung e del romanzo grafico Come quando eravamo piccoli entrambi per Bao), il nostro Giorgio Tino (autore per Manfont di Tinoshi, Andrà tutto bene (e altre bugie), in cui racconta il tema dell’amore con umorismo zen, a colpi di strisce autoconclusive di quattro vignette, modello Peanuts). Poi ancora Zeno Colangelo, Jacopo Tagliasacchi, Giorgia Lanza, Giorgio Mrad, Nicolò Fila, il visionario Adam Tempesta (titolare dello stand senza dubbio più originale: durante l’intera manifestazione ha lavorato su un cartellone pubblicitario di cosmetici, trasformandolo in una nuova opera).

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Tra gli artisti di consolidata esperienza c’erano Sergio Ponchione (che vanta una lunga lista di collaborazioni con numerose case editrici, tra le quali Sergio Bonelli editore, Rizzoli, Fabbri), Paola Camoriano (che ha lavorato a lungo al Giornalino), Lorena Canottiere (disegnatrice, tra le altre cose, per Internazionale e Corriere della sera), Andrea Ferraris (autore Disney).

A modesto avviso di chi scrive il Cerea, oltre ad essere una scommessa organizzativa vinta, un esempio di come si possa fare cultura autentica e offrire ai visitatori qualcosa di ricco senza necessariamente avere budget elevatissimi, un evento piacevole per l'appassionato di fumetti e un appuntamento divertente e costruttivo per gli addetti ai lavori, ha avuto un pregio in particolare. È stato una dimostrazione perfetta di quanto sia vitale e nutrita la comunità degli artisti piemontesi, che spesso percepiamo in modo frammentato, attraverso le uscite in libreria e fumetteria o tramite le news di un blog.

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