Langhe e pianura
stampa

Quando a Crava le famiglie si facevano il vino

Nasce “La cantina”, il Museo delle vite allestito su iniziativa della famiglia Pagliano. «In passato alla Curtasa tutti possedevano qualche filare. Così ricordiamo questa antica tradizione»

Quando a Crava le famiglie si facevano il vino

«Un tempo a Crava quasi tutti, in paese, possedevano qualche filare. Le famiglie coltivavano le viti in località Curtasa, l’ultimo lembo del Beinale, che arriva sin qui, e ne facevano un vino “da tutti i giorni”, da consumare in casa. Adesso purtroppo questa usanza si è persa e “resistono” soltanto un paio di filari, curati ancora oggi da un signore del posto. Affinché questo “pezzo” della nostra storia di paese non rischi di andare perso o di venire dimenticato, io e la mia famiglia abbiamo quindi deciso di allestire un piccolo Museo, incentrato proprio sulle vigne di Crava». La signora Liliana ci racconta così l’idea che hanno avuto lei, il marito Franco Pagliano e la figlia. Negli ultimi anni la famiglia si è appassionata alla storia degli antichi vigneti di Crava, così, girando i mercatini dell’antiquariato e basandosi anche sulla collaborazione di amici e conoscenti, si è riusciti a raccogliere parecchio materiale d’epoca, legato alla coltivazione, alla vendemmia, alla pigiatura e alla preparazione del vino nella zona, ma non solo. L’allestimento si chiamerà “La cantina” ed è ospitato all’interno di un’abitazione di proprietà della famiglia Pagliano in centro paese, davanti alla chiesa, a fianco dell’Ufficio postale. «Il percorso di visita – spiega la signora Liliana – si apre con una sezione dedicata alla pianta della vite; a Crava venivano coltivati Dolcetto e Neiretto. Successivamente il visitatore troverà vecchie zappe, carri, botti e numerosi altri attrezzi che venivano utilizzati per il lavoro nei filari. La seconda sala è invece dedicata all’imbottigliamento e alla tappatura, abbiamo una macchina imbottigliatrice che risale addirittura alla fine dell’Ottocento». A questo punto ci si sposta in cantina, dove sono stati recuperati e sistemati il torchio, le botti, le damigiane e le tinozze. «Il nostro allestimento – aggiunge la signora – è stato organizzato pensando anche alla vita “privata” della famiglia di un tempo. Dalla cantina si sale quindi nelle stanze dell’abitazione, dove abbiamo ricreato l’autentica “cucina dei vignaiolo”, con una grande stufa in ghisa, pentole in rame e altri strumenti. Il percorso si conclude, infine, nella “sartoria”, il locale attiguo alla cucina, che la moglie del vignaiolo utilizzava come laboratorio, per confezionare abiti ai clienti». Un’idea originale ed intrigante, quella della famiglia Pagliano, che mira a far rivivere le antiche tradizioni e le usanze contadine di un territorio che ormai ha praticamente abbandonato una vocazione vinicola così particolare e “di nicchia”. “La cantina” viene presentata, in forma privata, ad amici e collaboratori, la sera di martedì 17 ottobre, ma sarà visitabile a tutti durante il week-end della “Sagra del fagiolo”, sabato 21 e domenica 22 ottobre. In seguito, contattando la famiglia, sarà sempre possibile visitare il Museo, la mostra infatti sarà permanente.

Quando a Crava le famiglie si facevano il vino
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento