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Arrivano due ricorsi contro il velox di Pogliola

Il caso non si ferma. I ricorsi sono stati presentati dall'avvocato Mario Bovetti.

Arrivano due ricorsi contro il velox di Pogliola

Alla fine, i ricorsi contro il velox di Pogliola sono arrivati. Non dai legali che hanno firmato la lettera al sindaco, ma nel modo più classico: da un avvocato che assiste una persona che si è presa due multe. «Perché davanti a una questione come questa - afferma Mario Bovetti, l'avvocato in questione - ritengo vi sia solamente un modo per chiarire la legittimità di quell'apparecchio: la sentenza di un giudice».

Il caso non si placa: 12 mila multe in 5 mesi, una polemica infinita sui giornali e sui social network. I ricorsi sono stati presentati davanti al giudice di pace di Mondovì, si esprimerà nel merito a giugno. «È una questione giuridica - spiega Bovetti -, quindi va risolta con una sentenza».

Perché secondo gli avvocati è illegittimo?
Riassunto in 5 punti
Il nodo dei ricorsi e delle contestazioni sta tutto in un'ordinanza della Cassazione. Riassumiamo in breve quali son o i punti fondamentali

1 – La legge. Il velox è autorizzato ai sensi del decreto legge “121/2002”, che consente al prefetto di stilare un elenco di strade in cui si possono installlare gli autovelox elettronici senza la presenza della Polizia.
2 – Vale solo su strade extraurbane. Un’ordinanza della Cassazione (532/2017) ha stabilito che questi apparecchi possono essere collocati solo su “strade extraurbane” o “strade urbane a scorrimento”.
3 – Gli edifici di Pogliola. Secondo le contestazioni e i ricorsi, Pogliola sarebbe però a tutti gli effetti “centro abitato”: quindi quel tratto di strada, da poco prima della frazione a poco dopo, non sarebbe “extraurbana” ma “urbana”. Secondo il Codice della strada, un centro abitato è “un insieme di edifici” con “un raggruppamento continuo di non meno di 25 fabbricati”.
4 – La strada. Non sarebbe neppure da considerarsi “strada urbana a scorrimento”, perché presenta solamente una carreggiata senza corsie di sosta o di sorpasso.
5 – I confini di Pogliola. La frazione è delimitata da cartelli e lo stesso Piano regolatore la definisce “area urbana”. Questo non c’entra con il Codice della strada, ma secondo gli avvocati Marco Cuniberti e Edoardo Manassero, che hanno scritto una lettera al sindaco, questa è un’ulteriore conferma che il Comune lo considerava centro abitato».

La lettera al Comune
Gli avvocati Cuniberti e Manassero hanno studiato quell’autovelox per settimane. Hanno raccolto i loro dubbi in una lettera inviata al sindaco Viglione: «Secondo noi, è illegittimo a causa della sua collocazione. Il punto sta nel tratto dove il rilevatore è stato collocato, ossia nell’unico tratto in cui vi è il centro abitato. Quel tratto di strada è certamente pericoloso, ma se l’installazione fosse illegittima il Comune si esporrebbe a un grave danno. I rilevamenti delle violazioni ai limiti di velocità a Pogliola devono continuare, ma con strumenti legittimi». Poi aggiunge: «Noi non l’abbiamo fatto per un nostro cliente, ma perché lo ritenevamo importante. Non stiamo promuovendo class action. NOn l'ho fatto per ragioni poitiche, non sono assolutamente candidato alle prossime elezioni comunali».
Su quella strada transitano quotidianamente circa 10 mila auto: se si contano che le sanzioni sono 30-40 al giorno, la matematica dice che le violazioni sono nell’ordine delle cifre decimali. Ma intanto il caso esiste, e continua a far discutere e arrabbiare.

Il Comune ribadisce: «Assolutamente regolare»
Il Comune ribadisce quanto già detto e sostenuto in passato: «Dal punto di vista tecnico, non vi sono dubbi sotto il profilo della conformità alle norme del Codice della strada – dichiara l’assessore Guido Tealdi – che regolano la materia, come confermato dagli approfondimenti del Comando di Polizia locale. La scelta dell’autovelox risponde prima di tutto a ragioni di sicurezza stradale, in un incrocio che è stato troppo spesso teatro di gravi incidenti, anche mortali». Il comandante Domenica Chionetti: «L’autovelox si trova in un tratto di strada individuato dalla Prefettura, ove possono essere collocate le apparecchiature per il controllo della velocità senza necessità di contestazione immediata: il sito non rientra in un centro abitato (altrimenti il limite potrebbe scenderebbe addirittura a 50 km orari) ed è classificato come strada extraurbana secondaria: probabilmente si fa confusione fra strada urbana e centro urbano».

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