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Mondovì: fumata nera sul piano regolatore, slitta a dopo le elezioni comunali

Non ci sono i tempi tecnici per approvarlo: diventa un’eredità per prossimo sindaco... sperando che non cambi tutto

Mondovì: fumata nera sul piano regolatore, slitta a dopo le elezioni comunali

Avrebbe dovuto essere il grande passo urbanistico di questa Amministrazione. Invece si sono messe in mezzo le lungaggini della progettazione. Risultato? L’approvazione del piano regolatore, attesa da 5 anni, slitta a dopo le elezioni. Un po’ come accadeva per le grandi opere architettoniche del passato: uno la comincia, quello dopo la finisce. E, se gli gira, magari la cambia.
Succede così al piano regolatore di Mondovì. Dopo cinque anni di riunioni e lavori, il progetto non c’è. O meglio, c’è, ma resta nei cassetti. L’ultimo Consiglio comunale dell’era Viglione sarà convocato per mercoledì 26 aprile, e fra i punti non ci sarà l’approvazione della bozza della revisione generale. Mentre la politica si era arenata ai battibecchi («va approvato», «non va approvato» etc), a chiudere la pratica ci ha pensato il calendario: non ci sono i tempi. Slitta al prossimo sindaco. Una “fumata nera”, per dirla in termini papali, che spalanca un’enorme incognita sui tempi: perché, teoricamente, la Giunta che verrà potrebbe prendersi mesi prima di approvarla. Cosa che avverrà quasi sicuramente, se a venire eletta fosse un’Amministrazione diversa dalla maggioranza uscente.

Cos’è il piano regolatore e perché va cambiato
In parole povere: è il documento che “decide” tutto lo sviluppo urbanistico di una città. Il piano regolatore stabilisce dove si può costruire, e dove no. Indica quali sono le aree commerciali, quelle per le future fabbriche, quelle residenziali. Siccome la città cresce e cambia, il piano regolatore va aggiornato periodicamente..

Previsioni sbagliate
Si è discusso a lungo degli “errori” di calcolo del vecchio piano regolatore, approvato nel 2004. In quell’occasione il Comune decise lo sviluppo edilizio della città basandosi su previsioni di crescita che si rivelarono totalmente utopistiche, sognando una Mondovì da 30 mila abitanti. Previsioni smentite clamorosamente dai fatti

Perché slitta?
Nel 2012 venne rieletto Stefano Viglione, il quale si impegnò a “mettere mano” al piano. Cosa che è accaduta. Tuttavia il lavoro è stato lunghissimo. Era il dicembre 2014 quando il Comune approvò le linee-guida, poi si aprì la gara di appalto per la progettazione. Ed è qui che le cose cominciarono a rallentare. I tecnici hanno lavorato in modo spedito: ora la bozza è quasi finita, ma ormai non ci sono più i tempi per farla approvare dal Consiglio comunale. La Giunta farà una delibera di “presa in consegna” prima delle prossime elezioni.

Il prossimo sindaco potrebbe cambiare tutto
C’è un altro problema. Teoricamente, la prossima Giunta potrebbe anche decidere di cambiare il progetto. Nulla lo vieta, anzi: a seconda di chi vince le elezioni, potrebbe accadere. Ma in ogni caso (a meno di una rielezione dell’Amministrazione uscente), il prossimo sindaco si prenderà un bel po’ di tempo per studiarsi un documento così importante. Questo vorrebbe dire altri mesi e mesi di rinvio.

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