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Panchina Gigante: a Mondovì si può fare? Sì... ma se ne parla dopo le elezioni

Non costerebbe un euro al Comune. Ma mentre mezzo Piemonte si diverte a salire e scendere dalle Big Bench, a Mondovì ci si discute su.

Panchina Gigante: a Mondovì si può fare? Sì... ma se ne parla dopo le elezioni

Mentre mezzo Piemonte si diverte a salire e scendere dalle panchine giganti, a Mondovì ci sidiscute su. La città della Torre potrà averne una sua? L’uomo che le ha inventate, il designer Chris Bangle (statunitense trapiantato a Clavesana), si è detto favorevole: ma non a Piazza, sotto l’ex Tribunale o in Belvedere, bensì all’Altipiano nei giardini del parco della “Torretta”. Con vista sulla collina.

Big Bench Mania
Sono ovunque: a Carrù, Piozzo, Prato Nevoso, Briaglia. Le “Big Bench” sono un fenomeno mediatico che ha contagiato tutti: sono simpatiche, piacciono ai grandi e ai bambini, sono colorate. Da un paio di anni a questa parte stano spopolando nelle Langhe e nel Monregalese, le ultime installate sono quelle di Ceva e Briaglia. E a Mondovì? La Consulta giovanile si era fatta avanti, proponendosi come promotrice dell’installazione.

Deve essere pagata da privati
La “panchina gigante” è un progetto che Bangle ha definito in modo particolare: non deve essere pagata dal Comune né da Enti pubblici, ma deve essere finanziata dai cittadini e realizzata in un sito idoneo, che acquisisca un valore dal posizionamento della panchina (ecco perché non può essere installata a Piazza, un quartiere storico già ricco di arte).

La posizione: il parco della Torretta
Scartata l’ipotesi di Piazza, dove la proposta fatta era quella di un’installazione sotto l’ex Tribunale a fianco della funicolare), la Consulta aveva proposto a Chris Bangle e allo staff del Big Bench Project una nuova collocazione, ovvero il giardino della “Torretta”, a fianco del Park Hotel - Villa Nasi. Un giardino sempre aperto, con vista sulla collina monregalese. L’ipotesi è stata apprezzata dallo staff del BBP, anche dopo un sopralluogo svoltosi a inizio anno. E ora? Tutto fermo… a causa del cambio di Amministrazione. Perché la Consulta, che si è fatta promotrice del progetto, è un organo che dipende dall’Assessorato alla Politiche giovanili. E quindi… tutto resta congelato fino al cambio di Amministrazione.

botta-risposta
Lo “strale” di Sergio Bruno”. A margine dell’intera vicenda, c’è invece chi… si schiera contro. È Sergio Bruno, presidente dell’Associazione “Arteatelier”, che esprime il suo forte dissenso all’installazione delle Big Bench: «Non servono a nulla – afferma –, se non a riempire un vuoto. La gente si siede, e cosa vede? Cieli, smog. Hanno il coraggio di metterle nelle Langhe, patrimonio Unesco, con sindaci che autorizzano qualsiasi cosa pur di far parlare di loro 5 minuti. Non sono il Caravaggio o sculture del Bernini!».
Dallo staff del Big Bench Project non accettano di entrare nella polemica, ma spiegano così il senso delle panchine giganti: «Le panchine giganti sono nate come primo fine per ispirare pensieri positivi, per divertire e per far tornare bambini i visitatori che vi siedono sopra. Quando hanno iniziato a diffondersi sono diventate anche un mezzo per dare visibilità ai territori che le ospitano. Chi arriva in zona attratto dalle panchine giganti visita anche i paesi, i ristoranti, gli alberghi, i negozi del luogo. Parla con le persone, scambia cultura, conoscenza e momenti di gioia. Il Big Bench Community Project è nato per coordinare il fenomeno e promuovere il territorio con azioni benefiche (donazioni alle scuole, progetti di collaborazione con gli artigiani locali per produrre oggetti legati alle panchine, passaporti e gadget acquistabili in edicole e bar con conseguente flusso di clientela verso gli stessi). Una parte dell'esperienza delle grandi panchine è unire le persone nei paesi durante la costruzione delle stesse; fare qualcosa privatamente per i benefici del pubblico utilizzo è un obiettivo importante per il futuro. È comprensibile e del tutto legittimo che possano non piacere a tutti. BBCP fa attenzione ad approvare solo siti di installazione che non portino conflitti contestuali. Che le grandi panchine siano diventate uno straordinario mezzo di promozione del territorio è evidente dal numero sempre maggiore di richieste di nuove installazioni: le persone amano il progetto, vogliono farne parte e conoscono l’apporto benefico in termini di aumento del turismo e dei clienti negli esercizi pubblici che questo comporta. Le panchine giganti e il BBCP sono un’iniziativa totalmente no profit, gestita secondo criteri molto precisi: nessuna panchina può esser realizzata con fondi pubblici; i disegni e le indicazioni vengono dati a titolo totalmente gratuito; ogni introito derivante dalle attività dell’Associazione viene reinvestito e donato sul territorio».

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