Pesio e Stura
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A Pianfei, la “Crusà” delle meraviglie

Riapre domenica il prezioso presepe meccanico. Un vero e proprio "pezzo del patrimonio comune" dei pianfeiesi

A Pianfei, la “Crusà” delle meraviglie

Tutto è cominciato vent’anni fa, ventuno, per la precisione. Fu un gruppo di pianfeiesi che cominciò a lavorare, sul classico tavolone di legno, a un presepe per il paese. Un’iniziativa cominciata, come spesso accade, per gioco ma che, grazie alla costanza del lavoro di tanti anni diventa un patrimonio comune. Già perchè quello che si vede varcando le porte della Confraternita di San Michele è, a suo modo un piccolo tesoro. Un allestimento di30 metriquadratitotali di dimensione, sui cui si è cristallizzato il lavoro di tanti pianfeiesi, che hanno dato il loro contributo con uno scenario, una casetta, una statuina, un elemento o magari sistemando un faretto, cucendo una tela. Edizione dopo edizione, tanti volontari si sono aggiunti per portare avanti quella che, anno dopo anno, smette di essere un’abitudine e diventa una vera e propria tradizione. Dall’impostazione classica, con un paesaggio dispiegato sull’asse di legno piatto, il Presepe all’interno della Crusà è passato a un assetto completamente diverso. Varcare la soglia della chiesa significa entrare dentro al Presepe, nel vero senso della parola. Tutto l’ambiente, dai drappeggi dei soffitti alle luci, contribuisce a creare l’atmosfera magica della rappresentazione. Il visitatore si aggira all’interno del paesaggio come in una grotta incantata, ammirando un paesaggio cangiante, sempre ricco di sorprese e dettagli nascosti in ogni angolo. Basta chinarsi, per scoprire, nascosto da uno spigolo, una galleria mineraria, con tanto di carrello e rotaie. Basta addentrarsi in una nicchia laterale, o magari andare a curiosare in un angolo cieco, per vedere apparire una stanza nascosta, una botteguccia, con oggetti e personaggi. Anche il gioco prospettico, tra elementi in primo e in secondo piano, case e paesaggi in lontananza è estremamente suggestivo, e crea scorci di grande fascino. In alcuni punti lo sfondo delle parti più vicine del Presepe è dato dalle ambientazioni situate nell’angolo più lontano della Crusà, dando l’illusione di essere davvero di fronte a un ambiente naturale. Il divertimento è accresciuto dalle meccanizzazioni applicate a statuette ed elementi ambientali e dal sistema “giorno-notte”, che immerge ciclicamente il paesaggio nella luce del giorno o in una calda oscurità, rotta solo dai mille lumi che rischiarano case e botteghe. C’è persino un sistema idrico, con torrentelli e cascatelle, che fanno muovere un mulino. Forse una delle cose che più colpisce di questo Presepe è il livello di dettaglio, negli elementi più piccini. Case con all’interno stanze perfettamente arredate, bottiglie di vino, attrezzi cesellati. Perfino i mattoncini di pietra o i piccoli coppi sono stati creati in modo da mostrare quelle piccole imperfezioni che le rendono ancora più realistiche. Un Presepe, come sappiamo, non deve necessariamente essere realistico. È uno spettacolo della mente, la rappresentazione di un concetto, per questo può prestarsi a mille interpretazioni e declinazioni, a infinite varianti nelle ambientazioni e nei personaggi, senza tuttavia snaturare la sua natura. In questo senso, la caratteristica che forse è la più affascinante di tutte è destinata a restare invisibile agli occhi del visitatore. Il Presepe di Pianfei infatti è una memoria viva del paese e dei suoi abitanti. Nelle figure, nella resa delle ambientazioni, c’è molto del vissuto di chi le ha create. Per questo, prese singolarmente, molte scene sono molto diverse, le une dalle altre, nonostante riescano poi ad amalgamarsi in un insieme piuttosto armonico. 

Articolo completo sull'edizione cartacea

A Pianfei, la “Crusà” delle meraviglie
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