L'Unione Monregalese |
Contatti |
Redazione |
Redazione Sportiva |
Dove Siamo |
Abbonamenti |
Diocesi |
Pubblicità |
San Pio V Onlus
- 08-01-2010 MONREGALESE
-
Bona, cardinale che restò monaco!
-
Il monregalese Giovanni Bona, cistercense (1609-1674), di cui si e celebrato con un convegno, tenuto a Mondovì il 10 ottobre, il 4º centenario della nascita, è stata una delle personalità più insigni della Chiesa nel XVII secolo.
Autore di opere di teologia, liturgia, morale, ascetica e filosofia, poeta e musicista, dotato di un’erudizione, “per quei tempi, prodigiosa”, è considerato tra i fondatori della Scienza liturgica e uno dei massimi rappresentanti della Teologia “mistica”.
Ma il Bona fu soprattutto un uomo semplice, un asceta “in continua lotta tra la virtù dell’umiltà e le alte cariche a cui venne chiamato”, uno studioso che si sforzò di accordare la scienza e l’erudizione con la modestia e la santità.
Anelava ad una vita di meditazione, di preghiera e di studio, da monaco, quale era (monaco, in greco, significa “solo, solitario”), lontana da cariche e onori, invece fu eletto per due volte abate generale dei Cistercensi (nel 1650 e nel 1657) e nel 1669 fu elevato alla porpora cardinalizia, mentre nel 1665 rinunciò al vescovato di Asti, e poco dopo a quello di Assisi.
Molti gli studiosi (tra cui, in particolare, il trinitese mons. Marco Vattasso, che lavorò per un ventennio alla Biblioteca Vaticana) che si sono occupati della sua vasta opera, che, a distanza di quattro secoli, conserva ancora una viva attualità, come attesta la recente pubblicazione del volume “Giovanni Bona - Via compendii ad Deum - Via breve a Dio (1657)” a cura di Sabrina Stroppa (Leo Olschki. Ed. Firenze 2007).
Il Bona stesso aveva profeticamente scritto nella “Divina Salmodia” (1653): “E tua mercé, o Signore, se ovunque estenderassi la fede romana, io sarò letto; né la morte, né le tenebre dell’ignoranza, né il fuoco, né il tempo potranno su di me. La giusta posterità per il Tuo impulso, darammi premio degno della mia fatica e maggiori del mio merito, laudi e corone”.
In questa nota desidero brevemente sottolineare alcuni tratti della sua personalità e della sua condotta, anche alla luce dei rapporti che ebbe con gli ultimi tre Papi della sua vita, Alessandro VII, Clemente IX e Clemente X. Molto intensa la collaborazione che il Bona ebbe con Alessandro VII (Fabio Chigi), papa di profonda cultura, umanista di vasti interessi, sostenitore della grande stagione del barocco romano. Impegnato a difesa della fede, Alessandro VII, combattè l’eresia giansenista che condannò nel 1656 e successivamente il lassismo, contro il quale si espresse nel 1665. Appena eletto papa, il 7 aprile 1655, invitò a Roma al suo seguito il Bona che aveva conosciuto e apprezzato per bontà e cultura, nel periodo in cui questi era stato abate generale dei Cistercensi (1650-1653) e che dopo la scadenza del mandato si era ritirato presso il Santuario di Vico.
Conosciuto, però, il suo desiderio di rimanere nella pace di quel luogo per meglio dedicarsi agli studi, non insistette. Ma nel 1657 non essendosi potuto tenere il Capitolo dei Cistercensi per la pestilenza, “motu proprio”, lo nominò Superiore generale dell’Ordine. Il Bona sebbene febbricitante partì da Mondovì per Roma. Non avrebbe più rivisto la sua città natale!
Papa Chigi e l’abate cistercense furono legati da grande amicizia. Il papa soleva dire che il Bona era: “l’uomo più dotto e religioso di Roma”. Lo storico Michelotti scrive che Alessandro VII “lo consultava nelle deliberazioni più gravi, lo voleva famigliare in villa e in città, prima ogni cinque o sei giorni, poi due volte alla settimana il giovedì e il sabato; lo voleva per trattenersi con lui in dotti ed affabili discorsi; e lo chiamava successivamente a molte e importanti cariche ecclesiastiche”. Fu, infatti, nominato, tra l’altro, membro di varie Congregazioni romane, dell’Indice, dei Riti, della Propaganda e del S. Ufficio.
Nella condanna al lassismo il papa era stato affiancato da una Commissione di teologi domenicani, ma si sa che si avvalse anche della collaborazione del Bona.
L’abate cistercense dedicò ad Alessandro VII due sue opere: la “Via compendii ad Deum” (1657) e la “Manuductio (Guida) ad Caelum” (1658). Papa Chigi, forse, perché ben conosceva l’umiltà dell’amico, non lo fece cardinale.
Il pontefice, durante la malattia che lo portò alla morte, fu seguito dal Bona con fraterna sollecitudine. Spirò “fra le sue braccia”, così è riportato nelle cronache del tempo, il 22 maggio 1667.
Nel conclave, che si riunì il 2 e si concluse il 20 giugno, fu eletto papa il cardinale Giulio Rospigliosi, che assunse il nome di Clemente IX. Durante il suo breve pontificato (due anni e mezzo), indisse tre Concistori; nel primo, il 12 dicembre 1667, furono eletti tre cardinali; nel secondo, il 5 agosto 1669, due; nel terzo, il 29 novembre dello stesso anno, sette, fra cui Giovanni Bona, che era stato precedentemente nominato consultore della nuova Congregazione delle Indulgenze e Reliquie. Il Vattasso scrive che l’elezione a cardinale “fu accolta da tutti, ad eccezione di lui (il Bona) con grande giubilo, e Mondovì rese al suo illustre figlio molti onori”. Il Morozzo, che fu poi vescovo di Saluzzo, ebbe a dire: “Ecco un personaggio che fu fatto Cardinale, non dalla Corona dei re, ma dalla Corona del Rosario”.
Il Concistoro del 29 novembre avvenne con il papa già gravemente ammalato. Le sue condizioni poi peggiorarono rapidamente e Clemente IX morì il 9 dicembre. Il 20 dicembre sessantadue cardinali elettori iniziarono un conclave che si sarebbe rivelato lungo e difficile. Vi fu un periodo di oltre quattro mesi di forti discussioni e furono necessarie ben quarantadue votazioni per giungere alla nomina del nuovo papa. Tra i nomi dei papabili venne fatto anche quello del Bona, mentre già si andava dicendo per Roma che “sarebbe stato bono un papa Bona”. Ma la sua opposizione fu netta: “Dio non mi vuole, e mi minaccia l’eterna dannazione, se mi lascio imporre un peso che io conosco evidentemente di non poter portare”, scrisse ad un cardinale che lo sosteneva.
Il Francesia afferma che: “il più avverso a questa elezione fu il solo cardinale Bona” e che “il card. Bona non fu papa unicamente per la sua eroica umiltà”. Alla fine, gli elettori furono d’accordo a convergere i voti sul cardinale Emilio Bonaventura Altieri, un uomo ottantenne (era infatti nato il 3 luglio 1590), la cui lunga vita era sempre stata al servizio fedele della Chiesa e che Clemente IX aveva fatto cardinale nel suo ultimo Concistoro. Il 29 aprile 1670 venne eletto papa dai 59 cardinali presenti, con due soli voti contrari, e assunse il nome di Clemente X.
Fu durante questo papato che il Bona pubblicò il “De rebus liturgicis” (1671), opera considerata fra le sue più importanti. Una dissertazione qui contenuta “Sull’uso del pane fermentato o azimo nella Chiesa occidentale”, fu, però, motivo di aspre critiche (soprattutto da parte del francescano Macedo da Padova), anzi per la stessa si ebbe ”una clamorosa” messa all’Indice (come riportato nel libro di G. P. Bona “Amore e morte in un papa mancato”). D’altra parte il Bona stesso consapevole che “camminando in luoghi aspri, tra le tenebre”, si può qualche volta “incespicare”, aveva scritto, con la sua consueta umiltà: “Se qualche cosa si troverà nella mia opera di men cauto e diligente, prima mi si conceda venia, né si disprezzino per questo i miei sforzi e le mie veglie, poi mi si corregga con mano amica e mi si emendi supplendo alle mie omissioni”.
Giovanni Bona morì il 28 ottobre 1674 nel Monastero romano di S. Bernardo alle Terme. Si era santamente preparato anche per mezzo di due suoi scritti: “Della preparazione alla morte” e “Testamento spirituale” (pubblicati postumi). Clemente X seguì molto da vicino la malattia del cardinale. Scrive il Francesia, che il papa “desiderava essere informato ogni giorno della sua salute” e che “alla sua morte fu veduto piangere”.GIANFRANCO CREMONA
PRIMO PIANO
Santuario: ecco, la Fiera!MONDOVI' E DINTORNI
Maltempo: Feu d’la Madona rinviati a sabatoVALLI MONREGALESI
Antenne telefoniche, Villanova conferma i palettiLANGHE E PIANURA
Carrù: «Facciamo promozione insieme!»CEBANO E VALTANARO
Ormea inonda giochi d’acqua nel “biale”VALBORMIDA
Santuario: ecco, la Fiera!SPORT
Floriana Bertone agli Europei in Serbia
Credits: Zirak





