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- 02-02-2010 LANGHE E PIANURA
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Partito il nuovo corso del “Sacra Famiglia” di Dogliani
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È il doglianese Attilio Seghesio, già dipendente e dirigente della Ferrero di Alba, il nuovo presidente della Fondazione “Sacra Famiglia” di Dogliani. A nominarlo è stato il sindaco, Nicola Chionetti, lunedì sera, nel corso del Consiglio comunale convocato proprio per rinnovare il Consiglio d’amministrazione dell’Istituto doglianese. «Abbiamo cercato tra le disponibilità che ci sono state date la persona migliore – ha spiegato Chionetti –, che fosse al di sopra delle parti, senza interessi nell’ambito doglianese o del socio-assitenziale, ma con grandi capacità gestionali. Questa Fondazione richiede abilità e competenze, soprattutto di fronte ad una situazione di difficoltà. Ha operato nella più grande industria del Cuneese, la prima nel mondo, nel 2009, per affidabilità. Ne è stato dipendente, poi dirigente per più di dieci anni. Ha operato all’estero, nel settore della qualità e della tecnologia ed è una persona che, forte della sue esperienza, ha capito che non conta tanto fare profitti, ma garantire il massimo della qualità».
Il nuovo Cda
Ecco, dunque, che con la nomina di Attilio Seghesio a presidente, inizia il nuovo corso della Fondazione “Sacra Famiglia”, dopo gli “scossoni” che negli ultimi mesi ne hanno rivoluzionato l’assetto. Insieme a Seghesio, infatti, durante l’assemblea cittadina sono stati scelti anche i membri del nuovo Consiglio d’amministrazione. Se per la presidenza spettava al sindaco la decisione finale, toccava invece al Consiglio comunale la nomina del nuovo Cda, composto da cinque elementi.
Questi i loro nomi: Alda Seghesio (16 voti), Michela Muratore (16), Edgardo “Edi” Cillario (12), Donatello Cerutti (12) e Silvio Asto (11). Erano dieci le persone in lizza, frutto delle domande giunte al Comune in seguito al Bando aperto ad inizio mese dall’Amministrazione comunale. Una scelta politica ben precisa, che, avvalendosi di uno strumento poco utilizzato in queste occasioni, ha voluto ribadire un cambio di rotta rispetto al passato. Come detto sono state dieci le domande presentate, di cui quasi la metà da giovani con meno di 40 anni. «Una scelta di trasparenza fino in fondo – ha detto Chionetti –. Non era facile, non era certo obbligatorio, ma è stato un impegno politico che ci siamo assunti. E il risultato è stato incoraggiante, tant’è vero che le scelte non sono state facili, viste le competenze e le esperienze messe in campo. Ora si aprirà una stagione di fortissima collaborazione, nella distinzione, però, dei ruoli. È significativo, infatti, che nel nuovo Cda non ci siano né componenti del Consiglio comunale, né della Giunta. Sarà dunque rispettato fino in fondo il principio della divisione tra ciò che è Fondazione e ciò che è Amministrazione comunale. Il controllore non coincide con il controllato: un principio essenziale per la trasparenza e per il buon funzionamento dell’Ente».
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Credits: Zirak





