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- 02-02-2010 LANGHE E PIANURA
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“Casa Ravera” diventerà un polo museale
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Il “moderno” come strumento di valorizzazione dell’antico. Si potrebbe definire così lo spirito con cui l’Associazione culturale “Amici di Bene” lavora al ripristino e al rilancio di Casa Ravera, a Bene Vagienna. L’edificio, sito al numero 43 di via Vittorio Emanuele, è stato riaperto domenica 24 gennaio, conclusi i lavori di restauro che lo hanno reso nuovamente accessibile al pubblico. L’inaugurazione rappresenta però soltanto una tappa dell’iter che renderà Casa Ravera uno dei poli turistici e culturali più importanti della città, capace di ospitare al suo interno un museo, uno spazio per l’allestimento di mostre temporanee, due aule per le iniziative culturali e numerosi altri servizi annessi.
Dal ‘400 ad oggi
Casa Ravera fu edificata all’inizio del ‘400, quando la città era sottoposta alla signoria degli Acaja. Nel 1658, l’illustre famiglia benese dei Borra fece innalzare l’edificio di un piano e costruire un prezioso loggiato; da questo intervento edilizio, Casa Ravera ereditava intanto la tipica veste secentesca tutt’ora riconoscibile. A metà dell’800, l’edificio fu acquistato dai Ravera, casata benese altrettanto prestigiosa che, mediante numerosi interventi edilizi, gli conferì l’aspetto di una caserma.
Alla fine dello stesso secolo, Casa Ravera fu ereditata dal gen. Francesco Ravera. Con l’impegno di quest’ultimo, incomincia a delinearsi il futuro destino dell’edificio. Il celebre architetto Alfredo D’Andrade, con l’aiuto del disegnatore benese Giovanni Vacchetta (amico dello stesso Ravera), persuade infatti quest’ultimo a far stonacare l’edificio, in modo da riportare alla luce tutti quegli elementi che nel corso degli anni erano stati coperti. Il lavoro di rimozione dell’intonaco dura dal 1916 al 1931, svolgendosi soltanto nei rari periodi in cui Ravera soggiornava a Bene Vagienna. Nella mente del generale, inizia intanto a formarsi il desiderio di trasformare Casa Ravera in un museo. Desiderio che verrà ereditato dagli “Amici di Bene”. Recentemente, il Ministero dei Beni culturali ha, infatti, dato l’edificio in uso all’Associazione benese, con la clausola che essa si adoperasse per trovare i fondi necessari al restauro. Con l’aiuto del Ministero stesso, della Regione, della Provincia, della Compagnia di San Paolo, delle Fondazioni Crt e Crc, gli “Amici di Bene” hanno onorato la clausola: i lavori di restauro sono stati effettuati tra il 2006 e il 2010.
La sua trasformazione completata nel 2011
Eppure, come si diceva, il restauro della struttura è soltanto un primo passo verso il pieno rilancio di Casa Ravera, che sarà completato fra il 2010 e il 2011. Con il sostegno degli Enti già nominati, gli “Amici di Bene” rinnoveranno anche l’interno dell’edificio, in modo da assecondare ulteriormente le esigenze per la valorizzazione dell’arte e della cultura benesi. A pianterreno, i futuri visitatori di “Casa Ravera” troveranno così un “bookshop” e una caffetteria, collegati all’ampio museo che verrà ospitato, con una sala-conferenza, al primo piano, mentre il secondo piano diventerà, per così dire, il quartier generale degli “Amici di Bene”. Qui il sodalizio ricaverà, infatti, uno spazio per le mostre temporanee che già allestisce in vari locali benesi, collocherà la sua sede e il suo archivio, e farà realizzare una sala per la didattica.
Numerose le opere che verranno esposte nella nuova “Casa Ravera”: fra le altre, un camino rinascimentale, una Madonna della famiglia Ravera, una scultura del Bonzanigo e un affresco quattrocentesco recuperato dalla chiesa di Madonna delle Grazie. Opere che permetteranno a Bene Vagienna di essere fiera del suo passato. Non a caso, per questa seconda inaugurazione è stato scelto il 2011, anno in cui tutta Italia festeggerà il 150º anniversario dell’unificazione. Viva la soddisfazione degli “Amici di Bene”, che con la riapertura di “Casa Ravera” hanno coronato ulteriormente i primi trent’anni di attività, anniversario già celebrato con una mostra tutta dedicata alle opere salvate. «È stato un restauro fatto col cuore – commenta Michelangelo Fessia, presidente dell’Associazione –. Per salvare queste opere, bisogna innanzitutto crederci».
Orari di apertura di Casa Ravera
“Casa Ravera”, con la mostra “Un patrimonio salvato”, dedicata alla opere recuperate dagli “Amici di Bene”, sarà aperta al pubblico fino al 25 aprile, nei giorni festivi dalle 10 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18, e nei giorni feriali, tramite prenotazione presso la libreria “Squilibri” al numero 0172 654931 (possibilità, quest’ultima, riservata ai gruppi).A.O.
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Credits: Zirak





