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San Pio V Onlus
- 15-02-2011 ITALIA
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Dignità al femminile, per risalire
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Non ci dovevano essere bandiere di appartenenza politica od ideologica. Ci doveva essere un’unica preoccupazione, trasversale, in grado di esprimere un denominatore comune, al di là di tante differenze e di tante contraddizioni. In piazza domenica, in molte parti d’Italia, ed anche a Mondovì, l’appello “Se non ora quando?”, per veder restituita dignità piena all’universo femminile, deturpato da messaggi insistiti sulla bellezza esibita in modo sfacciato, sulla sessualità irresponsabile, sulla compravendita del corpo, sulla riduzione a fantocci più o meno svestiti e piacenti, su un edonismo conclamato e volgare enfatizzato da stili di vita avvilenti, su un maschilismo che ritorna in tutto il suo squallore… Certo si può discutere se appunto la piazza sia il luogo più indicato per questi richiami. Ma è un dettaglio. Ugualmente ci si può interrogare sulla incoerente “tolleranza” o “compiacenza” in tutti questi anni ad un certo palcoscenico mediatico che rendeva “oggetto” la figura femminile, in troppe salse inaccettabili. E’ un’osservazione puntuale, che però non esime dal reagire oggi che si sta colmando la misura. E non si può ridurre questo sussulto solo ad una mobilitazione dell’altra metà del cielo. “Gli uomini erano attesi in piazza e benvenuti” – è stato detto -, come a ricordare che la dignità della donna è una questione che riguarda tutti, e non può essere derubricata ad una sorta di “quota rosa” da minoranza da tutelare… E nessuno parli di puritanesimo, per favore. Tra le prime firmatarie del manifesto che ha condotto in piazza domenica scorsa, sr Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata e responsabile dell’Ufficio “Tratta donne e minori” dell’Usmi, impegnata prima in Africa ed ora sui marciapiedi di Torino e di Roma per farsi carco delle “nuove schiave” del 2000. “Si dice che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce, e ciò è più che mai attuale in questo nostro contesto mediatico – ha scritto sr Eugenia, sollecitando di fatto l’iniziativa che si è concretizzata il 13 febbraio -. Nonostante il grande chiasso che si sta facendo in questi giorni per un albero che è caduto e che ha sconvolto e confuso molte persone, noi religiose continuiamo silenziosamente, ma con determinazione, ad operare per proteggere la dignità e la sacralità di ogni persona, specie della donna e delle minorenni, vittime di una società del consumo e dell’apparenza, della mancanza di moralità e del vuoto di valori”. “Noi donne religiose vogliamo continuare ad essere questi alberi – ha aggiunto – che crescono senza far rumore per offrire ossigeno, ricordare a tutti (società e Chiesa, politici e persone comuni) che l’onestà, il rispetto della dignità di ogni persona è il capitale più grande su cui un Paese civile deve saper investire. Abbiamo voluto togliere la donna dalla strada e non ci siamo accorti che la prostituzione entrava nelle nostre case, dentro la Tv, nella pubblicità, ovunque”. In piazza si può essere strumentalizzati? Sr Eugenia Bonetti non si scompone: “Un giorno saremo giudicati non solo da Colui che ci ha creati ed al quale dobbiamo rendere conto del nostro operato, ma dalla storia”. Come a dire che chi cerca dignità per l’altro e per l’altra, anche se la pensa diversamente su molte cose, è il benvenuto. Almeno su questo, trovarsi d’accordo, sia pure con tante coloriture differenti, è già un passo avanti. Perché a forza di distinguo – che pure ci vogliono –, il peggio può travolgerci. La storia si fa standoci dentro, nelle ore che contano, non guardando sempre e solo dalla finestra… CORRADO AVAGNINA
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Credits: Zirak




