Pamparato “prigioniera” dell’Unione montana Valli monregalesi

- Dopo la seduta andata deserta lo scorso 30 dicembre, quello di ieri sera doveva essere il Consiglio decisivo per l’uscita di Pamparato dall’Unione montana delle Valli monregalesi, invece si è concluso con un nulla di fatto. Il quarto punto all’Ordine del giorno prevedeva infatti la presa d’atto del recesso di Pamparato deliberata nel Consiglio comunale del 26 novembre. Un intervento di Gianrenzo Taravello in cui il presidente ha voluto ripercorrere gli ultimi anni dell’Unione, delle sue vicissitudini e dei risultati ottenuti, lasciando aperta una porta a Pamparato in caso di ripensamento, ha introdotto la votazione. Degli 11 presenti solo in 3 (lo stesso Gianrenzo Taravello e i due rappresentanti della maggioranza pamparatese Franco Borgna e Andrea Giaccone) hanno votato a favore della presa d’atto, astenuti invece gli altri consiglieri (Giovanni Balbo e Roberto Chiera per Montaldo; Pietro Danna per Monastero di Vasco; Giulia Negri, Mirella Salvatico e Viviana Costa per Roburent; Luigi D’Amato e Anna Maria Dapiaggi per Torre Mondovì) rendendo così l’amministrazione uscente “prigioniera” di uno Statuto labile e difficile da interpretare. Sarà necessaria un’altra seduta e naturalmente non sarà ancora possibile procedere con la ripartizione dei “dare e avere”. Effettuata, invece, la revisione periodica delle partecipazioni societarie possedute dall’Ente. Sarà la Corte dei conti a decidere se comminare una sanzione amministrativa all’Unione montana per non aver provveduto entro il 31 dicembre, come previsto dall’art. 20 del d.lgs. n. 175/2016.