Progetto eolico a Garessio: ci sono criticità

Il parco eolico proposto dalla “Simic spa” di Camerana, al momento, non ha convinto

Il parco eolico proposto dalla “Simic spa” di Camerana, al momento, non ha convinto i vari Enti preposti all’autorizzazione. Lo scorso giovedì mattina è stata convocata la prima Conferenza dei servizi a Cuneo nel corso della quale sono state sollevate diverse criticità al progetto, in buona parte legate a questioni tecniche. Sette le pale, per 5,96 Mw, che la società di Camerana vorrebbe installare in località Bric Meirano, dal Colle del Quazzo verso la Colma. Tra le questioni sollevate: la collocazione dell’impianto nell’area prossima al Monte Spinarda, tra l’altro ben visibile dalla Liguria, dal centro storico di Garessio e Priola, con conseguente “effetto barriera” tenuto conto anche degli impianti eolici già presenti e di quelli che si aggiungeranno. A tal proposito, poche settimane fa, in seconda Conferenza dei servizi sono state autorizzate, con il vincolo di una serie di prescrizioni, tre pale della “Garessio Energia srl” in località Piamberlino, tra il Colle San Bernardo e il Quazzo, ciascuna di 2 Mw. “San Bernardo Wind Energy”, inoltre, ha depositato il progetto modificato per la posa delle ultime due torri, in zona Bric Schenardo, per completare il parco eolico in funzione dal 2009 sul Colle San Bernardo con i suoi cinque aerogeneratori. Giovedì mattina, sul progetto della “Simic”, la Soprintendenza per i Beni archeologici ha anche chiesto un sopralluogo di verifica per escludere la sussistenza di interessi archeologici, ed è emersa la necessità di coinvolgere nell’iter autorizzativo la Regione Liguria perché prossima alla zona su cui insiste il progetto. Presente, in Conferenza, anche il neo sindaco Sergio Di Steffano: «Per non devastare un crinale di notevole pregio ambientale – spiega – il Comune di Garessio ha proposto di ridurre lo spazio di ubicazione degli aerogeneratori indicando l’opportunità di installare nuove tipologie, di potenza maggiore. La tecnologia attuale, sia nei trasporti che in produzione, permetterebbe, con l’installazione di soli tre aerogeneratori di potenza maggiore, di avere la stessa immissione in rete ma occupando uno spazio sul crinale ridotto di almeno 1,5 km. Una proposta avanzata per evitare disboscamenti e dissesti idrogeologici di notevole entità, nel rispetto della componente idrogeologica e bionaturalistica». Ora la società proponente dovrà presentare controdeduzioni e integrare la documentazione alla luce delle osservazioni emerse.

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