Chiamparino, l’intervista: «Non guarderò solo a Torino»

Ha messo su una squadra che potrebbe andare sotto l’etichetta: “usato sicuro”. Ma per Chiamparino il valore della sua Giunta è proprio questo. Ci risponde al telefono a poche ore dalla presentazione dell’esecutivo.

Ha messo su una squadra che potrebbe andare sotto l’etichetta: “usato sicuro”. Ma per Sergio Chiamparino, neo presidente della Regione Piemonte, il valore della sua Giunta è proprio questo: «È fatta di ex amministratori – spiega – con competenza ed esperienza». Ci risponde al telefono il giorno dopo il giuramento, e a poche ore dalla presentazione dell’esecutivo.
Presidente, lei ha definito la sua Giunta “solida e sicura, in linea con le grandissime aspettative che ci attendono”. La seconda è sicuramente vera. Come garantisce la prima?
«Con la competenza di chi ne fa parte: questa è una squadra composta di ex sindaci o amministratori, quindi persone che hanno un’esperienza diretta, che sanno cosa significa amministrare un territorio o un ente. La sicurezza e la solidità vengono da lì».
Parlando di aspettative, lei ha dato la delega alla Montagna all’ex-sindaco di Cuneo Valmaggia: un nome che qua ha riscosso apprezzamenti. L’alta valle in passato si è sentita abbandonata, e da voi si aspetta un… andazzo diverso. Quali sono gli indirizzi?
«La nomina di Valmaggia è legata al territorio, ma senza l’intenzione di “ghettizzare” la montagna. Nel nostro programma definiamo la montagna come un luogo di innovazione e di pre-insediamento, di infrastrutture “immateriali” prima ancora che quelle materiali, di territorio per lavoro e progettazione. Le faccio un esempio, una cosa di cui si parla poco ma da cui potremmo attingere molte risorse: la “Regione Alpina”, il territorio che va dalla Liguria al Friuli riconosciuta anche dall’Unione Europea. Possiamo sfruttarla per mettere in atto progetti finalizzati al rilancio della montagna, alla banda larga, alla sostenibilità energetica…».
Altra aspettativa: una Regione meno “torinocentrica”. Lei è un torinese doc: ci promette che metterà tutti sullo stesso piano?
«Direi che la Giunta va esattamente in questa direzione, non crede? Ho scelto gli assessori anche in base alla rappresentanza territoriale, nei limiti del possibile. Il vicepresidente Aldo Reschigna è praticamente l’uomo più lontano da Torino che ho in squadra».
(intervista completa sul giornale)