Consorzio del Bue Grasso di Carrù: si può fare

Si può fare! Il Consorzio di tutela del Bue Grasso di Carrù si appresta a diventare finalmente realtà.

Si può fare! Il Consorzio di tutela del Bue Grasso di Carrù si appresta a diventare finalmente realtà. L’ottimismo è d’obbligo visto quanto emerso dal recente incontro del Comitato voluto dal Consiglio comunale e riunitosi lunedì sera. Una seduta produttiva (mancavano però i rappresentanti della minoranza consigliare), dalla quale l’idea di creare un Consorzio a garanzia del prodotto carrucese più conosciuto è uscita rafforzata. Tutti i protagonisti sono sostanzialmente favorevoli: in primis gli allevatori, il cui referente, Gianfranco Allione Cardone, insieme ai colleghi Rocca e Cogno, si è fatto promotore di una sorta di indagine conoscitiva. Il risultato non lascia spazio a dubbi: tutti si sono detti entusiasti del progetto, non solo gli allevatori, ma anche macellai e ristoratori, convinti che un Consorzio sia necessario per rendere il Bue Grasso più sicuro e tutelato. L’iter è dunque avviato, con l’obiettivo, non nascosto, di portarlo a compimento già per la prossima Fiera. Nel corso della prossima riunione del Comitato, a fine luglio, sul tavolo ci sarà già una bozza di Statuto, sulla quale si aprirà il confronto. Anche il Disciplinare dovrà essere rivisto e su questo campo si conta molto sull’apporto tecnico di Anaborapi e Asl. Bisognerà riprendere in esame i metodi di castrazione, le metodologie della "Banca del pelo", probabilmente anche i confini territoriali, sui quali l’analisi negli scorsi anni aveva finito per non accontentare tutti. «Comunque sia, intravedo una luce – spiega il sindaco di Carrù, Stefania Ieriti – e la risposta positiva data da tutti gli interlocutori di questo Comitato mi fa ben sperare che l’idea del Consorzio possa diventare realtà quanto prima. Il Comune, da parte sua, pur rimanendo titolare del marchio "Bue Grasso" lo darà in gestione al Consorzio, di modo che tutti gli iscritti, dagli allevatori ai macellai, ai ristoratori possano fregiarsi di un nome che dia lustro al loro lavoro e garanzie ai clienti. Intanto posso anticipare che ci saranno modifiche anche al regolamento della Fiera: nel prossimo Consiglio comunale porteremo in delibera una variazione al metodo di confezionamento delle gualdrappe con le quali vengono premiati i capi migliori. Memori del recente furto di questi pregiati riconoscimenti, abbiamo pensato di personalizzarli, con l’artista Bruno Bianco che, all’atto della premiazione, aggiungerà sulle gualdrappe il nome della macelleria che ha acquistato il capo vincitore».

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