La Regione dice no alla privatizzazione dell’Ospedale di Carrù

La Regione ha detto "no" alla privatizzazione dell’Ospedale civico di Carrù. Il parere negativo è giunto la scorsa settimana sul tavolo del Collegio commissariale.

La Regione ha detto "no" alla privatizzazione dell’Ospedale civico di Carrù. Il parere negativo è giunto la scorsa settimana sul tavolo del presidente del Collegio commissariale, Claudio Ballauri, e, di fatto, blocca, almeno per ora, la trasformazione dell’Ipab in Fondazione. Un iter travagliato, intrapreso da tempo dalla Casa di riposo (86 ospiti e una cinquantina di addetti), con l’obiettivo di snellire la macchina burocratica e permettere una gestione migliore e più funzionale. Un percorso che non ha mancato anche di innescare polemiche (soprattutto con i componenti della minoranza in Consiglio comunale) e creare un certo allarmismo tra i dipendenti. Quello della Regione è uno stop forse non del tutto inatteso, che, però, non fermerà le intenzioni del Collegio commissariale, intenzionato comunque a proseguire nel progetto. Stante le leggi attualmente in vigore le Ipab non possono privatizzarsi e l’analisi della documentazione fornita dall’Ospedale (bozza del nuovo Statuto, relazione storiografica per accertare l’origine religiosa dell’Ente e situazione patrimoniale) non ha cambiato le carte in tavola. Come detto, però, il presidente Ballauri non demorde ed ha dichiarato di non voler rinunciare alla de-pubblicizzazione. L’idea è quella di fornire altra documentazione alla Regione a supporto della richiesta. «Non entro nel merito della strategia del Collegio commissariale, che ha l’autonomia per perseguire i suoi obiettivi – dice il sindaco di Carrù, Stefania Ieriti –. Mi limito a ribadire che, come volevasi dimostrare, la nostra decisione di non convocare la Commissione sulla Casa di riposo fino alla risposta della Regione si è dimostrata corretta».