Baby gang: esistono anche a Mondovì?

Nelle ultime settimane si sono registrati atti di vandalismo, furti alle scuole e aggressioni in pubblico, tutti riconducibili a gruppi di giovanissimi.

Ci sono giorni in cui la cronaca ti sfida a non ricorrere allo stereotipo. Parlare di “baby gang” vera e propria sarà pure antipatico, però forse stavolta è il caso. Altrimenti è difficile spiegare come mai nelle ultime settimane si sono registrati atti di vandalismo, furti alle scuole e aggressioni in pubblico, da parte di soggetti già coinvolti in fatti di cronaca molto recenti, oppure loro “amici”. E parliamo di tutti gli episodi di quattro-cinque mesi fa: colpi in negozi o ancora nelle scuole, e la violenta aggressione a Breo. Il bulletto che evolve in delinquente. E allora, stereotipi o meno, la domanda viene a galla: ma a Mondovì c’è davvero una “baby gang”?
Riassumiamo i fatti di cronaca. A fine maggio, praticamente nella stessa giornata, si venne a sapere che qualcuno aveva imbrattato lo “scalone” del Monumento ai partigiani e vandalizzato la Torretta di Villa Nasi, entrando nel Centro anziani e aprendo un estintore spargendo schiuma sulle pareti. Le scritte sui gradini però non erano le solite: erano offese dirette alle Forze dell’ordine. Un indizio, forse, che c’era qualcosa di “pregresso”.
Nei giorni seguenti si cominciò a ipotizzare un collegamento con altri episodi: l’aggressione di un giovane e perfino l’aggressione a un autista di autobus. Le indagini non sono concluse, ma sembrano andare tutte nella medesima direzione: gli autori sarebbero sempre dei minorenni, anche molto giovani.
E in effetti, il pregresso c’è. Il bilancio dei primi sei mesi del 2014 è di una dozzina di minorenni presi per reati di vario tipo. Una grossa indagine dei Carabinieri consentì di arrestarne sette, a febbraio, di cui quattro minorenni: erano considerati responsabili di una ventina di furti, in case o edifici scolastici. L’avevano soprannominata la “banda dello zainetto”, per l’abbigliamento da professionisti con cui effettuavano i colpi. Era stata contestata loro anche una violenta rapina a Breo, in corso Statuto. Le analogie con i nuovi casi sono moltissime, e anche il contesto sembra essere lo stesso di quattro mesi fa: ragazzi che non rubano per necessità ma quasi “per svago”, per noia o per poter disporre di più denaro di quello che già hanno.



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