Università: Mondovì ci riprova

Mondovì riprova a tornare Città universitaria. Con due atenei privati: l’Accademia delle Belle arti e l’Università telematica “Cusano”.

Era il 2010, quando Torino chiudeva i rubinetti a Mondovì. Il Politecnico salutava i corsi “vecchio stile” e si prendeva in faccia la riforma delle “SDSS”, le strutture decentrate con le lezioni solo on line. Sono passati quattro anni, e Mondovì ci riprova: a tornare Città universitaria, a diventare sede di Facoltà. A settembre, nelle aule inutilizzate del Poli di via Cottolengo, arrivano due Atenei: l’Accademia delle Belle arti e l’Università telematica “Cusano”.
Il Comune ha lanciato un “invito” a inizio anno: «Un avviso per cercare soggetti interessati – spiegano il sindaco Stefano Viglione e l’assessore Enrico Rosso –. Il nostro obiettivo era quello di cercare di dare una continuità all’Università monregalese che, da quando il Politecnico ha chiuso parte dei corsi lasciando solo le lezioni “on line”, si era ridotta tantissimo». Non solo: di fatto, anche i due edifici del Poli, le ex Scuole “Battaglia” e l’ex cinema “Ferrini” di via Cottolengo, erano in pratica scatoloni vuoti. «Uno spreco – dice il sindaco – per due edifici di proprietà comunale ampiamente sotto-utilizzati».
All’invito hanno risposto, come si sapeva da un po’, due Università: «Atenei privati – spiega Rosso –, ma del tutto riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione». La prima è l’Accademia delle Belle Arti, con due corsi di laurea: restauro, che partirebbe già a settembre 2014, e in futuro l’arrivo dei corsi di design. Mondovì, che diventerebbe sede effettiva di lezioni, avrebbe l’esclusiva provinciale dei corsi e dei laboratori di restauro, raccogliendo i corsi da Cuneo e i laboratori da Saluzzo. «L’Accademia prevede un’affluenza di 100 iscritti per i corsi di restauro – dice il sindaco – e di ulteriori 150 studenti per il successivo corso di design. Numeri importanti, che avranno un’effettiva ricaduta sulla città sia a livello di frequentazioni che di prestigio». Tanto che l’Accademia si sarebbe già interessata alla presenza di alloggi per studenti, dal momento che l’Istituto Casati oggi ospita molti ragazzi delle Superiori ed è “a pieno carico”. Non finisce qui: per Mondovì ci sarebbe anche la possibilità di sfruttare la presenza dell’Università in “laboratori-cantiere” in città, creando così una vera sinergia tra Ateneo e territorio. Un esempio? La sala consigliare del Comune di Mondovì potrebbe essere restaurata col supporto degli studenti.
L’altro partner in arrivo è l’Università telematica “Nicolò Cusano” di Roma: una “Università 2.0”, di quelle che effettuano lezioni via monitor come oggi il Poli, che potrebbe aprire corsi di laurea di qualunque tipo. «La “Cusano” permette di frequentare corsi di Giurisprudenza, Scienze politiche, Psicologia e altro ancora – spiega l’assessore –. È interessata ad aprire una sede anche nel Nord-Ovest, e questa sede sarà Mondovì. Attirerebbe studenti da Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Per la frequenza, si stimano 100 iscritti: la frequenza in loco ci sarebbe, perché qui hanno i tutor, i laboratori, le aule di informatica e la possibilità di dare gli esami». L’unico vincolo, chiesto dal Comune, ha riguardato la non interferenza coi corsi di ingegneria del Politecnico. «Mondovì non solo tornerebbe a essere Città degli studi – conclude Viglione –, ma diventerebbe un polo sperimentale dell’Università a distanza».
Gli ultimi passaggi saranno quelli contrattuali: l’insediamento delle Università richiederà la stesura di accordi fra tutte le parti interessate. Il Comune metterà i locali, il Politecnico e gli altri due Atenei si “spartiranno” costi, personale, aule e orari di lezione. Si parte a settembre. È il secondo appello, e Mondovì ci riprova.



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