Il jazz è più Monforte che mai

Le Langhe sono diventate negli anni una culla per la musica

Le Langhe sono diventate negli anni una culla per la musica: da Alba (il Jazz Festival) a Bra (la prima versione del “Silent Sound”) le colline cuneesi offrono musica di ogni genere; uno dei più importanti festival musicali (benché sorto come letterario) in Italia si svolge a Barolo e da metà mese porterà nel piccolo borgo artisti storici del rock mondiale come Neil Young e Deep Purple. L’altro centro della Langa che si colora a festa è abbarbicato sui bricchi, e sul punto più alto di questi un auditorium naturale offre uno spettacolo per palati fini. Da più di trent’anni Monfortinjazz propone, con quel mix (che magari non lascia spazio a idee innovative, ma che regala annualmente momenti magici) di jazz e rock d’avanguardia con cui vengono concepiti i più importanti e quotati festival internazionali, un’offerta di anno in anno ricca e variegata.
Dopo un’edizione come quella del 2013, difficilmente ci si poteva aspettare che il cartellone del 2014 avrebbe potuto tenere testa alle ultime edizioni; pare invece che Moscone (presidente di MonforteArte, organizzatrice dell’evento) insieme al suo gruppo di lavoro e di sponsor sia riuscito a fare tanto anche quest’anno.
Si parte il 10 luglio con Gov’t Mule, jam band di rock americano in puro stile “stelle e strisce”, un rock & roll semplice, ancorato alla tradizione, ma ancora capace di autogenerarsi e di innovarsi (Shout!, album uscito a fine 2013, è l’ultimo dei 10 in studio di una carriera ventennale). Quello di Marc Ribot (sabato 12 luglio) è invece un nome molto conosciuto nella scena free jazz, chitarrista poliedrico che ha collaborato con artisti di fama e di grido: l’ultima di queste collaborazioni è quella con Arto Lindsay (anche lui all’Auditorium), americano dal forte imprinting brasiliano meno noto ai più forse rispetto al primo, ma pietra miliare per chi arriva dalla cultura del rock noise e punk per aver vissuto nella new york tra la fine degli anni ‘80 e la prima metà dei anni ‘90 (leggasi Brian Eno, Laurie Anderson e David Byrne, ma anche Kim Gordon e John Zorn). Le serate del 22 e del 27 luglio saranno quelle dedicate alla scena “alternative” con un’altra band storica (dopo i Blonde Redhead e Joan as Policewoman) come i texani Calexico ed il ritorno dopo il memorabile (oltreché “temporalesco”) live del 2012 del francese Yann Tiersen con il tour del nuovo disco Infinity uscito a fine maggio. Con gli ultimi due appuntamenti (quest’anno complessivamente saranno sei) previsti il 29 luglio e il 2 agosto si tornerà al jazz: Plaza Francia è il nuovo progetto a suon di tango di Eduardo Makaroff e Christoph H. Müller (negli anni zero alla ribalta come Gotan Project) in collaborazione con la cantante Catherine Ringer (ex icona de Les Rita Mitsouko, gruppo che negli anni ‘80 imperversò nel pop francese); ormai non può essere citato come nuovo il nome di Paolo Fresu (a Monforte con il suo longevo quintetto), una delle più alte punte del jazz italiano che chiuderà l’edizione 2014. www.monfortinjazz.it