Pista ciclabile sulla Bra-Ceva: «Si può fare!»

«La pista ciclabile sulla ex-ferrovia Bra-Ceva si può fare!». È questo il primo responso emerso dal sopralluogo, tenutosi nei giorni scorsi.

«La pista ciclabile sulla ex-ferrovia Bra-Ceva si può fare!». È questo il primo responso emerso dal sopralluogo, tenutosi nei giorni scorsi, a cui hanno preso parte alcuni sindaci interessati dal progetto (tra cui anche quello di Farigliano, Mirco Spinardi), insieme al dr. Fulvio Fogliaccio, per conto del Magistrato del Po, e al presidente del Calso, Marco Botto. Una visita di persona, sulla tratta tra Monchiero e Farigliano, per constatare la situazione del sedime sul quale si vorrebbe realizzare un percorso riservato agli amanti delle due ruote. L’idea è tornata in auge a quasi vent’anni dall’alluvione che travolse la tratta, i Comuni interessati dal passaggio della linea, coordinati dal Calso, si sono di nuovo fatti avanti con le Ferrovie per ottenere l’uso in comodato gratuito dei binari e così partire con la fase progettuale. Ed ecco il perché del sopralluogo, effettuato in un’area in cui il sedime ferroviario è diventato parte stessa del letto del Tanaro, situazione che, di fatto, rende improponibile il ripristino della strada ferrata. Non sono pochi, infatti, i nostalgici di questa storica ferrovia e c’è chi, nel tempo, si è battuto per un suo completo ripristino, magari in versione turistica. «Da quello che abbiamo potuto vedere – spiega Marco Botto –, anche sotto la supervisione del tecnico del Magispo, pensare alla riattivazione della linea ferroviaria è impossibile. Altro discorso, invece, per una pista ciclabile, per la quale ci sono concrete speranze». Ovviamente i nodi cruciali sono almeno tre: in primis trovare l’accordo con le Ferrovie per ottenere il comodato gratuito del sedime, poi avviare l’iter progettuale che sia condiviso e corale e, infine (ma non ultimo), riuscire a reperire i fondi per la realizzazione. «Su questi aspetti – spiega ancora Botto – stiamo già lavorando: alle Ferrovie abbiamo fatto sapere le nostre intenzioni e aspettiamo il responso. Per quanto riguarda il progetto ci sono già stati incontri con i quattordici sindaci coinvolti, mentre, per ciò che concerne i fondi, confidiamo nell’Europa. A Bruxelles sono molto attenti a queste tipologie di interventi e con adeguati finanziamenti europei si potrebbe davvero porre rimedio al degrado di questa ferrovia dismessa, dandole, con la pista ciclabile, un valore aggiunto in termini turistici, sfruttando al meglio l’opportunità delle Langhe patrimonio Unesco».

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