Raschera: quarantun volte protagonista

Nuovi cavalieri Alessandro Viglione, Guido Bessone, Adriano Scarzella, Edoardo Pasquale, Angelo Griseri

«Grazie al folto pubblico, alle numerosissime Autorità accorse e grazie sprattutto ai malgari, che ci permettono ancor oggi di gustare il formaggio Raschera». Con queste parole del “Brigante” si è aperta la quarantunesima edizione della “Sagra della Raschera e del Bruss”, evento clou dell’estate frabosana. Un riferimento immediato al mondo montanaro dal quale è nato e grazie al quale vive il noto formaggio, ormai divenuto, come ha sottolineato il sindaco Iole Caramello, «simbolo di Frabosa Soprana». La prima cittadina, si è unita ai ringraziamenti del “Brigante” ricordando con particolare attenzione i tanti colleghi e amici sindaci accorsi, le Autorità civili e militari presenti, il vice ministro Enrico Costa, i dipendenti comunali, il presidente della Coldiretti Gatto, il Consorzio per la Tutela del formaggio Dop Raschera, la ProLoco, la Frabosa Ski, la Protezione civile, le Fondazioni bancarie e tutti i volontari che si sono spesi per la buona riuscita della sagra. Come ogni anno, ha suscitato grande fascino il rito dell’investitura di nuovi cavalieri da parte del Gran Maestro della “Confraternita della Raschera e del Bruss”, il dottor Ezio Domenico Basso. Quest’anno, ad essere insigniti dell’onorificenza sono stati l’avvocato Alessandro Viglione, figlio dell’avvocato Antonio Viglione, già cavaliere della Raschera, tragicamente scomparso in montagna l’anno scorso; il dottor Guido Bessone, vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo; l’ingegner Adriano Scarzella, esperto di turismo e tradizioni, cultore del canto popolare spontaneo; Edoardo Pasquale, ispettore capo della Polizia di Stato, frabosano d’adozione, impegnato da tempo nella ProLoco del paese, e Angelo Griseri, malgaro (assente proprio perché impegnato in alpeggio), rappresentante della categoria dei “custodi” della Raschera. Nel bel centro storico di Frabosa Soprana, incorniciato dal profilo di un Monte Moro senza nuvole, è poi esplosa la festa, proseguita fino alla sera del 16 agosto. Il “Premio Simpatia” è andato ai Trelilu, che, dopo aver dato spettacolo già durante la sfilata e la cerimonia d’apertura, hanno fatto il pienone anche nel concerto serale. I quattro musici cuneesi, scanzonati, simpatici e irriverenti, sono stati premiati con una “burera” realizzata dall’artigiano pamparatese del legno Andrea Giaccone. Tra spettacoli di sbandieratori, fanfare e canti popolari è volata la prima giornata di festa, proseguita con successo sabato 16 agosto, con lo spettacolo del comico Beppe Braida. Tappa immancabile della fiera, l’isola del gusto, area dedicata al Raschera e, in generale, ai prodotti artigianali del territorio. Insomma, la due giorni di sagra può dirsi, ancora una volta, riuscita, con tanto spazio per il divertimento, ma, come ha affermato il Gran Maestro Basso, senza mai dimenticare chi su questi monti, nonostante le difficoltà, continua a vivere e a sudare, producendo l’unico vero protagonista della sagra: il formaggio Raschera. 



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