Raduno Alpini, momenti intensi a Ceva

 Le “Penne Nere” da Genova e dal nostro territorio, alla “Galliano”

Sabato il Raduno Alpino “Ritroviamoci alla “Galliano” è stato davvero un suggestivo momento per tutta la città. E’ il frutto della collaborazione tra la Sezione Ana di Genova Centro, promotrice dell’evento, con la collaborazione del Comune di Ceva e con la partecipazione dell’Ana Cebana e del Comitato culturale “Via Marenco”. L’obiettivo era quello di radunare gli alpini che prestarono servizio militare a Ceva. E gli Alpini hanno risposto alla chiamata in modo unanime, con persone giunte anche da molto lontano, Asiago, Vicenza, Brescia, Rimini, Varese. Molti gli Alpini cebani che furono alla “Galliano” tra il 1970 ed il 1972. Il loro comandante di allora, che era capitano, il generale Bruno Barberis, sabato li ha riconosciuti e salutati ad uno ad uno, mostrando, nonostante il suo splendido aspetto marziale, una vena di commozione. Erano presenti anche due reduci di guerra, che furono alla “Galliano”, Leonardo Sassetti, sergente, residente a Savona, reduce di Russia e di prigionia, e Attilio Badino, reduce di prigionia. Entrambi erano in forza al Battaglione “Ceva”.
Il Raduno è iniziato alle 9,40 con l’alzabandiera nel cortile della caserma, ai comandi del colonnello Stefano Anania. Poi tutti in aula magna, dove si sono tenuti i discorsi ufficiali. Stefano Anania ha ricordato l’importanza e la storia della caserma ed ha parlato dell’odierna attività; il sindaco Alfredo Vizio ha portato il saluto della città; anch’egli ha tracciato una breve storia della caserma sottolineando l’affetto di Ceva verso gli Alpini ed ora verso gli Allievi forestali. Il presidente della Sezione Ana di Genova, Pietro Firpo, ha parlato dell’importanza del servizio militare e dell’impegno degli Alpini in armi ed in civile. Analoghi pensieri e grande ringraziamento per la giornata ha espresso il presidente Ana Ceva, Matteo Raviolo.  I due presidenti hanno offerto ai due reduci due magliette con i loghi degli organizzatori, con il motto della giornata “Ceva e gli Alpini, amici da sempre”. Le magliette erano state firmate da tutti gli Alpini presenti. Usando una tradizione simpatica e scherzosa alpina che è il “passaggio della stecca” la sezione di Genova Centro, nelle persone di Antonio Strizoli e Francesco Cassieri, ideatori dell’evento, la stecca è stata passata alla Sezione di Ceva. Non si è trattato di un passaggio dal più vecchio al più giovane, infatti la Sezione di Ceva data la fondazione prima di quella di Genova, bensì il passaggio dell’organizzazione dell’evento del prossimo anno, sempre con il medesimo spirito di amicizia e di collaborazione. Il presidente del Comitato culturale “Via Marenco”, Ezio Calvo, ha poi presentato il Liquore Galliano, che è stato offerto alla fine della messa. Il liquore è stato offerto dalla figlia di un militare che fece servizio alla “Galliano” negli anni ’60, da Alpino verso gli Alpini si potrebbe dire. C’è anche stato tempo per la presentazione del libro “Ricordati che sei del Ceva”, degli autori Giorgio Ferraris, Giorgio Gonella e Giorgio Raviolo. Il compito della presentazione è stato affidato a Giorgio Raviolo.
Giorgio Gonella ha curato la regia ed ha fatto da moderatore dei vari momenti. Presente alla giornata anche Natale Carlotto, affezionatissimo della “Galliano”. Grande e determinante la figura del generale Bruno Barberis, che ha fatto esplodere di applausi l’aula magna della “Galliano”. Poi in corteo al monumento “A chi non è tornato”, dove il generale Barberis ha organizzato il momento ed ha scandito i vari comandi ufficiali. Di nuovo in corteo in duomo, dove don Meo Prato ha officiato messa con letture dei presidenti sezionali di Genova e di Ceva. Al termine è stata recitata “Preghiera dell’Alpino” accompagnata dall’organo, con Gabriel Gonella che ha suonato messa e soprattutto “Il Silenzio”.
“Il Silenzio” era stato suonato anche al monumento, con la tromba dal signor Gianni Vinai di Ormea, componente della Fanfara alpina della sezione Ana di  Ceva. Le note dell’organo e quelle della tromba hanno reso solenni i due momenti più toccanti della giornata ed hanno sottolineato l’importanza del ricordo verso chi non è tornato, ed un saluto ed una grazie di riconoscenza agli Alpini del Dopoguerra. La giornata è continuata con il “rancio alpino” al “Tirassegno”.
Nella caserma è stata allestita una mostra di fotografie dei militari di allora. Molte altre foto sono state raccolte durante la giornata e verranno utilizzate, insieme alla storia della caserma, per una pubblicazione in programma per il prossimo anno.
Agli Alpini intervenuti è stata data una busta con ricordi di Ceva e la cartolina-ricordo numerata stampata proprio per il Raduno di Ceva. Per tutta la mattina, sotto i portici e nelle piazze del centro storico, la filodiffusione ha proposto canti alpini offerti da Giorgio Credentino, residente a Malpotremo, Alpino “doc”, membro attivo e dinamico della Sezione Ana di Savona, che ha contribuito alla organizzazione dell’evento.

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