Il vescovo: “Riprendiamo il nostro ‘buon’ cammino umano e cristiano”

 Invito a prendere parte alla “Due-giorni” teologica – Il tracciato per tutti, nella Lettera pastorale

arissimi tutti, con l’8 settembre, solennità della Natività di Maria Santissima, idealmente iniziamo il nuovo anno pastorale, in attesa gioiosa, per quanto ci è dato, di iniziare con il prossimo fine novembre il nuovo anno liturgico: ancora una volta discepoli dell’evangelista Marco.
Sono grato a “L’Unione Monregalese” che propone la lettera pastorale sul «nostro “buon” cammino umano e cristiano: dalla debolezza al Dono». Spero che alcuni di voi beneficino della Parola di Dio ivi riannunciata nelle tre rilevanti attitudini: accogliere, discernere, procedere; che ci donano di esperimentare e comunicare la felicità possibile.
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Scrivo per invitarvi a partecipare al primo appuntamento di questo anno pastorale, pensato per il cammino. «Accogliamo» e vogliamo meglio beneficiare, nella prossima ‘due-giorni’ teologica, dei due strumenti, rispettivamente propostici (1) dai vescovi italiani, in ordine al rilanciare il Documento Base sulla Catechesi, dal titolo «Incontriamo Gesù», (2) e dell’Instrumentum laboris del prossimo Sinodo dei vescovi a riguardo dei temi e problemi urgenti delle famiglie. In modo insolito, ma forse doveroso e utile, è una “due-giorni” teologica che ci rende discepoli di insegnamenti magisteriali (del Magistero). Ci aiuteranno, come è stato annunciato, il vescovo Giuseppe Cavallotto (Cuneo-Fossano) e don Bernardino Giordano (Saluzzo).
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Mi permetto di riproporre, per questo appuntamento, una riflessione di Sant’Agostino, presa dai suoi «Discorsi» 23, 1-4, che fa bene a tutti; in un anno in cui dobbiamo saper «accogliere» e vivere partecipativamente la «Liturgia della Parola» nella S. Messa. «Siamo veramente felici se, quello che ascoltiamo o cantiamo, lo mettiamo in pratica. Infatti il nostro ascoltare rappresenta la semina, mentre nell’opera abbiamo il frutto del seme. Premesso ciò vorrei esortarvi a non andare in chiesa e poi restare senza frutto, ascoltare cioè tante belle verità, senza poi muoverci per agire… Non poteva piacergli la nostra vita nel nostro modo di agire, però non poteva dispiacergli ciò che Egli stesso aveva operato tra noi. Pertanto condannerà il nostro operato, ma salverà ciò che Egli stesso ha creato… Seguiamo perciò le vie che Egli stesso ci ha mostrato specialmente la via dell’umiltà, quella per la quale si è incamminato Egli stesso. Infatti ci ha tracciato la via dell’umiltà con il suo insegnamento e l’ha percorsa fino in fondo soffrendo per noi».
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Concludo annunciando due piccoli preziosi ritocchi nelle due nostre Commissioni diocesane della Catechesi e della Liturgia. Per la Catechesi, in cui si tenta di porre attenzione a tutte le età, nomino condirettore Elio Massimino di Morozzo. Per la Liturgia, si renderà disponibile in Curia, nell’Ufficio idoneo, una persona da martedì a sabato ogni giorno, per accogliere e raccogliere istanze, problemi, auspici, proposte. Con ottobre sarà presente il martedì il diacono Marino Antonucci, e nelle necessità il presidente don Pier Renzo Rulfo. Negli altri giorni un ministro della Comunione. Vi attendo negli appuntamenti di avvio anno. In preghiera benedicente