«Mai più un’alluvione!»: la maxi operazione di pulizia del Tanaro

Quindici cantieri e 1.500 volontari impiegati, questi i numeri dell’operazione “Tanaro Amico 1994-2014” voluta dalla Regione e organizzata dal Coordinamento provinciale di Protezione civile.

Quindici cantieri dalla Valle Tanaro fino al Monregalese e 1.500 volontari impiegati, questi i numeri dell’operazione “Tanaro Amico 1994-2014” voluta dalla Regione Piemonte e organizzata dal Coordinamento provinciale di Protezione civile con la collaborazione dei Comuni coinvolti. Due giorni di prevenzione e pulizia di fiumi e affluenti, nello scorso fine settimana, che hanno visto la conclusione con una toccante e partecipata cerimonia a Nucetto, al Parco dei Gurei, dove autorità a livello nazionale e locale, Associazioni e Forze dell’ordine hanno presenziato con orgoglio.
«Valori di generosità e laboriosità oggi sono qua ben espressi – ha dichiarato il sindaco di Nucetto, Ivo Debernocchi – e con orgoglio oggi do il benvenuto a così tanti volontari. Ringrazio quanti ci hanno aiutati durante l’alluvione e quanti oggi sono intervenuti in questa grande operazione sui nostri fiumi».
Presente il vice-ministro Andrea Olivero: «I volontari sono un esempio che ci aiuta a comprendere che il nostro territorio è importante e la sua salvaguardia è indispensabile. Commemorare quella grande tragedia con un’opera concreta, rimboccandosi le maniche ha ancora più valore».
Ospite atteso Franco Barberi, ex capo nazionale della Protezione civile che nel 1994 fu molto vicino al territori alluvionati, e domenica non ha nascosto la commozione ritornando in quei luoghi; ha spiegato: «I gruppi di Protezione civile nacquero con l’alluvione; all’epoca non era presente purtroppo nessun tipo di sistema che potesse monitorare la situazione dei fiumi e i rischi di calamità».
Alberto Valmaggia assessore regionale alla Protezione civile: «Per i prossimi anni è fondamentale pensare a un programma di prevenzione e coordinamento. Oggi qua vedo sindaci con la fascia, ieri (sabato ndr) però avevano la tuta della Protezione civile del loro gruppo e con la motosega in mano non si sono tirati indietro nel lavorare insieme agli altri volontari».
Vincenzo Coccolo, responsabile Direzione regionale Opere pubbliche e Difesa del suolo: «All’epoca furono impiegate al meglio le risorse, e si lavorò molto bene. Il “sistema Piemonte” fu forte e capace, nessuno scandalo e nessun problema nel gestire i fondi e il loro impiego».
Uno degli interventi più apprezzati domenica è stato quello del presidente della Provincia dell’epoca, Giovanni Quaglia, che ha ricordato i minuti drammatici che lo hanno accompagnato nei giorni dell’alluvione: «Furono tre gli elementi che ci consentirono di superare quella grande tragedia. Uno è stato il grande tessuto democratico saldamente radicato. La presenza dei sindaci infatti ha aiutato a fare da legame con le istituzioni. Secondo elemento, la presenza costante e attenta dello Stato e il coordinamento con gli Enti; terzo, la grande collaborazione con gli altri Assessorati della Giunta provinciale di allora. Quando mi chiedono quale sia stato il momento più difficile dei miei 16 anni da presidente della Provincia dico candidamente l’alluvione del 1994. Ma il più bello è stato il periodo della “ricostruzione”; da lì sono nati i gruppi di Protezione civile e la struttura provinciale si dimostrò solida tanto da occuparsi nel realizzare tutto quello che era necessario senza incarichi esterni. Infine penso a tre parole per definire il lavoro della Protezione civile: competenza, cuore e costanza».
«Da un male è nato un bene – ha affermato Giuseppe Rossetto oggi commissario della Provincia – da quel dramma è nata la cultura dell’emergenza».
Presente il Corpo Forestale dello Stato con il comandante provinciale Paolo Salsotto: «Non dobbiamo dimenticare quando sia preziosa l’opera dei volontari e quanto sia fondamentale. Senza di loro non si potrebbero realizzare tantissimi interventi. Tanti di loro per partecipare a questi due giorni di lavori hanno preso ferie e sottratto del tempo alle loro famiglie. La loro opera è un bene prezioso».
Franco Sampò vicepresidente Coordinamento provinciale volontari di Protezone civile: «Penso che sia molto importante la formazione dei nostri volontari; la loro preparazione è una nostra priorità. In questi due giorni, si è lavorato bene anche perché si è operato in massima sicurezza».
Tutti gli amministratori locali ricordano il sindaco di Bastia M.vì Francesco Rocca che ipotecò casa sua per contribuire alla ricostruzione del ponte crollato a Bastia: «Troppi morti ci sono stati con l’alluvione e le cause sono ben note. Per i 20 anni che hanno preceduto l’alluvione, nulla è stato fatto per la manutenzione dei nostri fiumi e nel 1994 i ponti hanno fatto da tappo rendendo la situazione disastrosa. La Protezione civile inoltre non esisteva e non si poteva fare nulla dal punto di vista del monitoraggio e del controllo. Un grazie ancora oggi a tutti i volontari che da tutta Italia ci hanno aiutato in quei giorni, e che spesso ci sentiamo visto che ci siamo tenuti in contatto. Oggi, in questa occasione di commemorazione, ho la possibilità di vedere persone che non incontravo da tempo».
Roberto Gagna presidente del Coordinamento provinciale dei volontari della Protezione civile: «Noi portiamo avanti un’opera importante di prevenzione da 20 anni e possiamo oggi raccoglierne i frutti. Lavoriamo rispettando la natura e mettendo in sicurezza il nostro territorio. Abbiamo costituito per primi in Italia una Unità sanitaria di Protezione civile che permette una presenza continuativa di sanitari. Un grazie a tutti i volontari che rappresentano la mia seconda famiglia e una grande riconoscenza, che durerà per sempre, per Franco Barberi».



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