Bergoglio & Bernelli

Il brevissimo incontro con il papa e l’offerta inconsueta dei due

(m.b.) – Già fa un certo effetto trovare nella buca delle lettere un’epistola firmata “padre Georg Gänswein”, figuriamoci trovarsi vis a vis con papa Francesco. Eppure, i fratelli Bernelli ce l’hanno fatta. Don Matteo Bernelli si trovava a Roma in pellegrinaggio con i suoi parrocchiani di Bridgeport (Stati Uniti) e suo fratello don Franco, parroco di Villanova, ha pensato di fargli una sorpresa. «Matteo celebrava il cinquantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale – spiega don Franco – così ho pensato di “portarlo” all’udienza generale del mercoledì, in cui il pontefice tiene una catechesi per tutti i fedeli. Ho scritto in Vaticano chiedendo se si potesse avere una postazione “un po’ più vicina”». La risposta però, discretissima, non sembrava molto incoraggiante. Neppure allo sportello presso il quale hanno ritirato i biglietti hanno saputo dare risposte sulla “postazione”. Così, non è mancata la sorpresa quando, mercoledì scorso, gli addetti alla sicurezza hanno continuato a lasciarli avanzare. Alla fine, i due si sono ritrovati praticamente in prima fila, accanto a capi di Stato e autorità, ma anche tantissimi malati cui viene assegnata una postazione d’onore. Da quella prima fila, i fratelli pianfeiesi hanno potuto godere appieno della catechesi pontificia, interamente dedicata alla misericordia. «Per cambiare il mondo in meglio – ha spiegato il papa dedicando un pensiero speciale a madre Teresa e alle forze impiegate nell’operazione “Mare Nostrum” – bisogna far del bene a chi non è in grado di ricambiarci». Parole forti e sentite, a sottolineare che l’essenziale del Vangelo “è la misericordia”. Alla fine della catechesi, papa Francesco ha cominciato a stringere le mani degli ammalati, poi di qualche fortunato, tra questi, ovviamente, don Franco e don Matteo. «Don Matteo ha cominciato a raccontargli chi siamo e da dove veniamo, mentre lui parlava io ho estratto (con sprezzo della security, ndr) un cestino… gli abbiamo donato una bottiglia di vino, un salame, una robiola e un sacchetto di villanovesi al rhum. Molti gli regalavano targhe e medaglie, noi, anche pensando alla sua semplicità, abbiamo scelto il cibo. “Questo è buono!” ha ripetuto due volte il papa, ridendo». E le risate di compiacimento della sicurezza e di padre Georg fanno intendere che l’offerta non andrà certo sprecata. Colpito, il papa ha donato loro una corona del Rosario, che portano a casa insieme al ricordo di una persona “dalla grandissima umanità”, ma anche certamente un “uomo di Dio”.



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