«Altro che federalismo: le tasse se le prende lo Stato»

Schermaglie in Consiglio comunale sul bilancio. Ma se c’è una cosa che mette tutti d’accordo, è questa: quando i mancano i soldi, le cose vanno male.

Se c’è una cosa che mette tutti d’accordo, è questa: quando i mancano i soldi, le cose vanno male. Per l’ennesima volta a Mondovì si discute di bilancio coi conti strozzati dal cappio del patto di stabilità – meravigliosa la citazione renziana di Magnino, che lo chiama “patto di stupidità –, famigerata legge che ingabbia i conti e impedisce di investire pur quando si potrebbe. Se ne è parlato in Consiglio comunale lunedì 29 settembre.
Lo dice chiaramente l’assessore Mariangela Schellino, in una relazione formalmente tecnica… ma con parecchie frecciate politiche: «Mondovì fa parte di quella minoranza di Comuni – ha detto – che ha approvato il bilancio e le aliquote nei tempi, che non ha aumentato la fiscalità locale e che è riuscita grazie agli uffici a recapitare ai cittadini i bollettini delle imposte a casa, già compilati. Uno sforzo enorme, complicato dai continui cambi di leggi. In pratica, oggi siamo diventati noi gli esattori per conto dello Stato». La situazione è sempre la stessa: i cittadini pagano le tasse al Comune, ma tutti i soldi finiscono nelle casse nazionali. Il commento del sindaco è amaro: «Siamo arrivati al “federalismo al contrario” – dice Viglione –, con gli Enti locali che devono finanziare gli sprechi statali. Giriamo al Governo 3 milioni di euro, non si sa quanti ce ne torneranno, e tutte le possibilità di agire dell’Amministrazione sono vincolate a questi conti». Dalle fila della maggioranza arriva il plauso per i “conti in ordine” da Priale, Pulitanò e Tino. La leghista Monetto attacca il Governo e «le belle Napoli e Palermo che ricevono molto più di quanto danno».

Conseguenze sulle opere pubbliche: ascensore, ex ospedale, “Movicentro”
Le schermaglie fra maggioranza e opposizione vanno oltre: tutti ammettono le difficoltà, quindi si passa a parlare delle opere pubbliche. «Lancio un appello ai parlamentari locali, di qualunque colore o area – ha detto Stefano Tarolli –: si rendano conto di cosa sta accadendo ai Comuni. Tuttavia chiedo alla Giunta di fare chiarezza, viste le difficoltà, sulle opere pubbliche: si continua a promettere l’ascensore Breo-Altipiano, ma lo si farà davvero? Non ci credo più. E che fine ha fatto il progetto di “Movicentro” per Piazza?». Considerazioni identiche da Paolo Magnino, che chiede risposte sui comparti mancanti di Mondovicino, la futura raccolta differenziata, la caserma dismessa. E punta il dito su Piazza: «Da una parte abbiamo un edificio che sta nascendo, il polo scolastico, che a me pare un immobile mostruoso. Dall’altra, l’ex Ospedale passato nel dimenticatoio. Che cosa vogliamo fare?». Tutto in stallo, spiega il sindaco: «Il polo scolastico è in realizzazione. Spiace sentirlo definire “un mostro”, sono contento che la Regione abbia avuto un’opinione diversa quando lo ha finanziato. Sull’ex Ospedale c’è poco da dire: il Comune ha fatto tutto quello che poteva fare, ora la palla è in mano alla Provincia».
E quel “famoso” ascensore Breo-Altipiano? «È solo rinviato – spiega l’assessore Rosso –, finirà nel programma opere pubbliche del prossimo anno». Gli replica Costamagna: «Forse abbiamo sbagliato quando abbiamo detto che era uno slogan elettorale per il 2012: ce lo ritroveremo nel 2017».

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