Cosseria: un progetto della Scuola divide il paese

Il Comune finanzia la soluzione adottata: una parte della popolazione insorge per i costi – Ma non graveranno sulle tasse comunali

Il progetto di integrazione oraria della Scuola primaria di Cosseria “spacca”, esattamente come direbbero le nuove leve, quelle che dalle aule delle “Elementari” sono uscite pochi anni fa. “Spacca” per due motivi: il primo perché si tratta di un progetto unico nel suo genere in tutta la Liguria e non solo; il secondo perché ha diviso in due il consenso popolare.
Andiamo con ordine: in tarda primavera, a conclusione dell’anno scolastico, il corpo docente comunicò ai genitori che, a causa degli ulteriori tagli apportati dal Ministero e dal conseguente adeguamento orario, i pomeriggi non sarebbero stati due, bensì uno solo. Una decisione imposta dall’alto che, come tale, non è piaciuta ai diretti interessati, i quali hanno cercato una soluzione alternativa per poter garantire ai propri figli quell’ulteriore rientro a scuola, fonte di approfondimenti didattici, ma anche funzionale alla socializzazione e alla correlazione con gli altri. Così i genitori hanno chiesto agli insegnanti in servizio a Cosseria se fossero stati disponibili a fornire il proprio lavoro, a pagamento, anche per quel pomeriggio (il giovedì nello specifico) rimasto “scoperto”. Gli insegnati hanno dato il loro assenso e così è partito il lungo iter per la realizzazione del progetto a tutti gli effetti. Progetto che prevede la presenza contemporanea nei locali della scuola di due docenti per 3 ore e 45 minuti a settimana per 26 settimane, da ottobre a maggio, per un costo complessivo di 9.167 euro. Dal punto di vista prettamente didattico, verranno proposti approfondimenti e arricchimenti espressivi con riferimento a tutte le aree disciplinari: linguistica, antropologica, scientifica, tecnologica, motoria, musicale e artistica utilizzando come strumento attuativo quello del laboratorio teatrale. La partecipazione al progetto è volontaria (hanno aderito 45 bambini su 60 iscritti alla Primaria) e non inficia lo svolgimento del programma didattico annuale previsto che verrà regolarmente attuato durante il “normale” orario di lezione. Agli alunni aderenti viene garantito il servizio mensa e scuolabus.
Un capitolo a parte merita il discorso finanziario. Infatti, per coprire la spesa necessaria, onde evitare di gravare fortemente sulle tasche delle famiglie, i rappresentanti di classe hanno cercato una serie di contributi affinchè il costo settimanale della retta fosse “popolare”. La prima porta a cui sono andati a bussare è stata quella dell’Amministrazione comunale che, dopo aver consultato i vari capitoli di bilancio e le risorse economiche destinate al comparto scolastico, ha promesso di stanziare 3 mila e 500 euro, finanziamento approvato con un’apposita delibera di Giunta il 2 settembre. Dopo di che sono stati reperiti ulteriori contributi dalla locale Pro Loco, dalla ditta Camst e dalla Arnmec.
Il progetto arriva in porto, passa il “visto” del Dirigente scolastico e quello del Consiglio d’Istituto, insomma quello che a giugno era poco più di una chimera diventa realtà e grazie a una serie di sinergie e di “incastri” nasce una sorta di vero e proprio progetto pilota in ambito scolastico che mette insieme pubblico, privato e mondo dell’associazionismo e del volontariato.
Ma a questo punto, come in ogni bella favola che si rispetta, scoppia la “tempesta”. Durante la riunione pubblica per i 100 giorni dell’Amministrazione Molinaro, svoltasi il 23 settembre scorso in Comune, una parte della popolazione contesta duramente il progetto per i costi (in molti temono che il suo finanziamento vada a gravare sulle tasse), per la modalità di attuazione (accusando i genitori di aver realizzato un “doposcuola” a basso costo per i propri figli) e per l’eccessiva “parcella” richiesta dagli insegnanti. Insomma il paese si spacca in due, tra favorevoli e contrari. E nel mezzo tra incudine e martello, resta l’Amministrazione comunale, che addirittura ventila di non avere più disponibilità finanziaria e di ritirare il contributo. In una successiva riunione, convocata d’urgenza giovedì, il sindaco Roberto Molinaro ha dichiarato: «I fondi destinati al progetto d’integrazione oraria della Primaria ci sono, appartengono ad uno specifico capitolo di spesa destinato alla scuola e il loro finanziamento non andrà in alcun modo a gravare sulle tasse comunali. La mia Giunta ha deliberato di contribuire a questo progetto e così dovremo fare».
Insomma tutto sembra risolto per il meglio… entro i primi giorni di ottobre si attende la prima tranche del bonifico del Comune per la copertura finanziaria del progetto, solo allora si potrà scrivere la parola “Fine”.

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