Rettori da 100 Santuari a Vicoforte

Giornate intense e fruttuose, in Casa “Regina Montis Regalis” ove oltre cento rettori ed operatori dei Santuari italiani si sono dati convegno la settimana scorsa.

Giornate intense e fruttuose, in Casa “Regina Montis Regalis” ove oltre cento rettori ed operatori dei Santuari italiani si sono dati convegno la settimana scorsa, rappresentando in qualche modo una realtà molto significativa in Italia, quella appunto disegnata sul territorio e tra la gente che conta almeno 1.500 Santuari, anche piccoli, ma frequentati, aperti, vivi. L’appuntamento era promosso dal Collegamento Santuari Italiani (CNS), sul tema “Andiamo alla Madonna. Pellegrini nella gioia”, traendo spunto da molteplici indicazioni contenute nell’esortazione apostolica di Papa Francesco “Evangelii gaudium”. Un programma molto articolato ha consentito innanzitutto di attingere a poderose relazioni. “Tutti gli interventi – conferma don Meo Bessone rettore del Santuario a Vicoforte – sono stati di alto profilo, con messaggi mirati a coltivare al meglio quelle ‘vie’ tracciate verso i Santuari e dai Santuari. Cioè la via della gioia, la via della santità, la via della bellezza, la via della fede”. “Siamo convinti, per esperienza diretta – ha aggiunto p. Mario Magro vice-presidente reggente del CNS, rettore de Santuario di Sant’Antonio a Messina –, che i Santuari appunto, in cui operiamo, sono luoghi di forte attrazione e di autentico richiamo per l’uomo d’oggi, spesso smarrito, confuso, persino depresso, in ansia, bisognoso di ascolto e di conforto. In prima battuta tocca a noi, con i tanti volontari che si mobilitano e collaborano nei Santuari, portare nel cuore i passi di queste ‘vie’ per potervi accompagnare i fratelli che giungono in cerca di Qualcuno, per le ragioni più diverse. Ed il Convegno che abbiamo vissuto insieme ci ha permesso di condividere tante istanze, tante piste praticabili, tante dimensioni reali e da porre a fuoco, che i tempi nuovi stanno prospettando. Vogliamo metterci in rete, apprendere ulteriori possibilità che i Santuari esprimono in chiave pastorale”.
Ma chi va oggi ai Santuari? Intanto sono sempre numerosi coloro che si recano in questi luoghi in cui la tradizione e la pietà popolare hanno forti radici. Basti pensare che, nell’anno, al Santuario di Monte Berico a Vicenza, si distribuiscono 800 mila comunioni. Ed il ventaglio di esperienze, anche devozionali, è molto variegato. La stessa pietà popolare si differenzia in modo marcato, in particolare tra Nord e Sud Italia. “Il pellegrinaggio regge alle sfide dell’oggi – commenta p. Giuseppe Gaglio, rettore del Santuario di Tindari in Sicilia – ed intercetta un’umanità desiderosa di muoversi verso un senso, una fede, una grazia, una Persona da incontrare ed accogliere. Operare in un Santuario equivale a farsi carico di questa umanità che arriva da ogni dove, talora è un’umanità ferita, a volte è un’umanità credente ed impegnata, altre volte è un’umanità che fa fatica e cerca un appoggio, un conforto, un approdo. D’altronde i Santuari si stanno rivelando anche luogo di ritrovo per la gente che almeno lì sa dove andare e cosa trovare. Non per nulla stanno anche trasformandosi in luoghi di carità, di attenzione ai bisogni, di risposta alle necessità. Con mense per i poveri, con Centri di ascolto per chi bussa, con forme mirate di accoglienza”.
Un dato interessante che è emerso al Convegno è quello che fa registrare un notevole “movimento” di volontari laici attorno agli stessi Santuari, sui quali contare per le più diverse incombenze. Spesso sono anche organizzati in Associazioni. Talora il Santuario è pure parrocchia e quindi deve contemperare esigenze pastorali diverse. “Credo che sia un valore aggiunto – afferma mons. Claudio Dolcini, rettore a Sotto il Monte, il Santuario di più recente riconoscimento, dopo la canonizzazione di Papa Giovanni XXIII -: i pellegrini che giungono nel luogo natale di Papa Giovanni trovano anche e soprattutto una comunità parrocchiale. Si sentono a casa. E scoprono in particolare il legame che Papa Giovanni aveva con la sua parrocchia. Un messaggio di grande attualità”.
Spulciando nel panorama dei Santuari italiani, non mancano gli sforzi per adeguarsi alle nuove tecnologie di comunicazione utilizzando percorsi inediti nell’on-line, per farsi conoscere, per preparare meglio la visita, per mandare segnali di spiritualità. Assegnando all’arte, alla storia, alle tradizioni (rese fruibili ed alla portata)… un ruolo interessane per condurre al cuore della fede che viene da lontano. Infine ai Santuari oggi spetta anche la “mission” di intercettare quel popolo crescente che, con le motivazioni più diverse, si mette letteralmente in cammino, a piedi. I Santuari in questo caso sono mete e tappe di grande significato, per fornire risposte adeguate a quanti sono camminatori in ricerca. E sotto questo profilo l’attenzione va soprattutto ai giovani.

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