La Provincia ha finito i soldi

La situazione economico-finanziaria della Provincia mette a rischio i servizi essenziali: scuole, sgombero neve e manutenzione strade.

La situazione economico-finanziaria della Provincia, la legge di stabilità e la salvaguardia dei servizi essenziali. Sono stati questi i temi affrontati sabato 13 dicembre dal Consiglio provinciale aperto, alla presenza di molti sindaci della Granda, autorità, alcuni parlamentari, assessori e consiglieri regionali eletti nel Cuneese, oltre a rappresentanti di organizzazioni sindacali, scuole e associazioni di categoria. Erano presenti il sottosegretario Enrico Costa, i parlamentari Patrizia Manassero (Senato) e Chiara Gribaudo e Mino Taricco (Camera), l’assessore regionale Alberto Valmaggia e il consigliere regionale Paolo Allemano.
I lavori sono stai introdotti dal presidente Federico Borgna: «Il senso del Consiglio di oggi è quello di far conoscere la situazione reale in cui si trova la Provincia e che potrebbe diventare fonte di grande preoccupazione per tutti già dai prossimi giorni. Esponiamo al Governo la nostra preoccupazione per i servizi da effettuare e per il futuro di coloro che lavorano. Se è previsto un percorso di trasformazione e razionalizzazione noi siamo disponibili, ma se la legge di stabilità in discussione in Senato non dovesse esser modificata, dal 1° gennaio non saremmo in grado di garantire i servizi essenziali ai cittadini. Provincia, quindi, a rischio paralisi dal nuovo anno 2015 perché i tagli previsti nella legge di stabilità, che sarà discussa questa settimana in Senato, «renderanno impossibili le principali funzioni di sgombero neve, manutenzione dei 3.800 km di strade, riscaldamento degli oltre 70 Istituti scolastici superiori dove studiano 25 mila studenti».
«Con il previsto taglio di -13,8 milioni le risorse per le funzioni fondamentali rimaste ammonterebbero a 1,6 milioni per il 2015 – ha spiegato il consigliere provinciale Marco Perosino –insufficienti per garantire qualsiasi servizio da gennaio. La Provincia di Cuneo, inoltre, è creditrice di trasferimenti statali non ancora erogati per circa 17 milioni e la situazione attuale ha portato alla sospensione di tutti gli investimenti previsti (servirebbero 80-100 milioni di euro soltanto per questi). Se i tagli saranno confermati, è inevitabile il default dell’equilibrio di cassa e lo sforamento degli obiettivi di finanza pubblica».
L’assemblea ha approvato all’unanimità un documento con il quale si invitano gli amministratori locali e i rappresentanti di Stato, Regione, Associazioni di categoria, Organizzazioni sindacali, l’utenza scolastica e più in generale i cittadini interessati, a prendere coscienza delle criticità evidenziate che, in mancanza di modifica alla legge di stabilità, dal gennaio 2015 «condurranno alla sospensione di servizi essenziali sul territorio, con gravi ripercussioni sull’economia locale ed un aggravamento della crisi occupazionale già in atto sul territorio». L’ordine del giorno chiede ai parlamentari cuneesi “di evidenziare presso il Governo le peculiarità del territorio della Provincia di Cuneo e di farsi portavoce delle gravi problematiche evidenziate”. Alla Regione Piemonte si chiede, inoltre, la tempestiva definizione del processo di riordino delle funzioni a suo tempo trasferite alla Provincia.



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