Sanofi: il «no» dei sindacati ai licenziamenti

Produzione in calo e personale eccedente per lo stabilimento garessino

Volumi in significativo calo per i prossimi tre anni, con una produzione che, a fine 2017, garantirebbe lavoro a un centinaio di persone. E’ quanto emerge su Sanofi di Garessio all’indomani dell’incontro in Confindustria tra vertici di stabilimento, segreterie provinciali e Rsu. Il sito chimico farmaceutico, che attualmente occupa 165 lavoratori a tempo indeterminato e cinque a tempo determinato, sta pagando il prezzo della concorrenza asiatica che nell’ultimo anno ha ridotto del 40% la produzione. Ma sui numeri del personale eccedente non si esprimono ufficialmente né l’azienda né le segreterie provinciali. Anche perché i piani presentati mercoledì 17 dicembre in Confindustria dicono che, a fine 2017, i lavoratori di troppo potrebbero essere una sessantina, ma la proiezione resta appesa a diverse variabili. A cominciare dalla ricerca di partner, che Sanofi ha annunciato e confermato, il cui esito potrebbe portare nuove produzioni a Garessio oppure concludersi con la vendita dello stabilimento. Ed è proprio sul futuro dello stabilimento che va fatta chiarezza: esistono prospettive? Garessio è ancora strategico per Sanofi? «Questioni fondamentali – precisano Gino Vennettillo Cgil Filctem, Gabriella Pessione Femca Cisl e Gianluca Mogavero Uil Uiltec- su cui andranno focalizzati i prossimi incontri». Prioritaria la difesa dei livelli occupazionali e professionali del sito: «non accettiamo licenziamenti – aggiungono i segretari provinciali - le trattative proseguiranno per gestire nel migliore dei modi il personale eccedente. Utilizzeremo tutti gli ammortizzatori sociali». L’azienda ha ribadito la volontà di «partecipare a un percorso condiviso con parti sociali, comunità e istituzioni locali, con l’obiettivo di ridurre il più possibile l’impatto sociale della crisi produttiva» e si è impegnata a «esplorare tutte le opportunità professionali in Italia o all’estero per favorire, ove possibile, un ricollocamento professionale interno, in base a volontarietà e necessità occupazionali presso gli altri stabilimenti». «In assenza di adeguate prospettive produttive – concludono i segretari provinciali – si cercherà tramite le segreterie nazionali un confronto tra le parti con le strutture del Ministero della Sanità e dello Sviluppo economico». Prossimo incontro, con le segreterie nazionali, il 15 gennaio, a Roma oppure Milano. Il confronto locale proseguirà in Confindustria a Cuneo nel mese di febbraio.



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