Mattarella… visto dai nostri deputati

Interviste a Mino Taricco (PD), Fabiana Dadone (5 Stelle) ed Enrico Costa (NCD).

Mino Taricco, Pd: «La mossa di Renzi? Un capolavoro di intelligenza»
Un trionfo del PD, forse ancora di più del suo leader? Mino Taricco non ha dubbi: «Un capolavoro» dice, parlando della “mossa del cavallo” del premier che ha ricompattato il partito, arginato avversari e superato l’impasse degli alleati esterni.
Un commento sull’operazione-Mattarella?
«Un capolavoro di intelligenza firmata Matteo Renzi. Ha condotto una doppia operazione, di apertura al partito interno e di proposta verso gli altri con un nome che poteva raccogliere consensi a tutto campo. Ottimo sia il percorso che la scelta della persona».
Però, lo ammetta: il fatto di votarlo solo alla quarta chiamata è stata pura strategia per far abbassare il quorum…
«Strategia sì, ma non strumentale. L’obiettivo, raggiunto, era quello di tagliare le gambe a chi pensava di fare “giochini di palazzo”».

Fabiana Dadone, 5 Stelle: «Se Mattarella è coerente, boccerà la nuova legge elettorale»
«Meglio che Napolitano, su questo non c’è dubbio…». Il Movimento non ha remore sul nome di Mattarella: ma il metodo, quello non è piaciuto. Se per un istante si era immaginata una convergenza, ora il divario è più grande che mai.
Vi sentite imbrogliati?
«Beh, diciamo che imbrogliare con la maggioranza dei seggi in mano è facile. Comunque, no: ci siamo comportati lealmente e abbiamo messo Renzi nella condizione di scegliere un nome diverso che andasse bene almeno alla sua minoranza interna. Diciamo che se l’alternativa era Amato…».
Ma ci credevate davvero, alla convergenza?
«Ci abbiamo provato. Gli abbiamo presentato una rosa che includeva anche i loro nomi, ci siamo detti pronti a ragionare ed eventualmente votare».

Enrico Costa, Ncd: «Ora guardiamo oltre, basta pensare a “sopravvivere”»
La coalizione regge. Ma non si può negare che oggi NCD debba farsi delle domande e trovare una nuova linea: perché l’elezione di Mattarella ha mostrato anche agli alleati il volto politico di Renzi, che… prende i numeri, e tira dritto.
Cominciamo dal merito: sul nome di Mattarella ci sono perplessità?
«Nel suo discorso si è mostrato come persona assolutamente rispettosa della Carta costituzionale. Si vedrà poi sul campo se saprà essere imparziale».
Invece che ne pensa del “metodo Renzi”?
«Che ha condotto un’operazione che ha portato al massimo dei consensi tra le forze al Governo, mettendo in difficoltà chi ne sta fuori. Tuttavia… è innegabile che sia emersa la differenza tra compattare il partito e compattare la coalizione».

INTERVISTE COMPLETE su L'Unione Monregalese del 4 febbraio



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