Dutch Nazari, il rap è “ordinario”

    La cena polemica #2

    Dutch Nazari (classe 1989) è recentemente emerso dalla fredda provincia di Padova con un EP, Diecimila Lire, di alto livello che non potrà che portarlo ad affermarsi sulla scena rap italiana entro breve tempo. A seguito dell’uscita (ottobre 2014) si scopre che Dutch fa già parte del roster di Dargen D’Amico, riferimento assoluto nella scena rap attuale, produttore e promotore di nuovi talenti. Come tutto il materiale che afferisce all’etichetta fondata da Dargen (Giada Mesi), l’EP si distingue per chiarezza e potenza comunicativa nella forma, ricchezza e grande colore nel contenuto. Elementi distintivi: non c’è un “nemico immaginario”, argomento ricorrente in quasi tutto l’attuale rap italiano, dove viene usato (in quanto nemesi) come alibi per l’aggressività espressa dall’artista; manca totalmente l’auto-incensamento, anch’esso presentissimo in quasi tutti i lavori della scena attuale. In Diecimila Lire prevalgono la narrazione di storie, la riflessione introspettiva e la denuncia sociale; Dutch osserva e racconta, con occhi limpidi, senza rabbia e con grande spirito critico. L’Ep è bellissimo, sia dal punto di vista musicale sia letterario. Genio Dentro è una riflessione sull’ispirazione, descritta come fuggente, aleatoria e capricciosa: si parla della difficoltà di entrare con la parte più profonda di sè ovvero quella parte più emotiva di ciò che siamo, appunto definito “genio dentro”; cita i (suoi) maestri, quando dice: «È “l’albatros” / è “m’illumino d’immenso” / è “to be or not to be: this is question” / è “odio e amo e mi tormento” / è “una rosa, se non si chiamasse rosa, avrebbe lo stesso profumo intenso” / è “tanto gentile e tanto onesta pare”, è “chiare e fresche e dolci acque”, è “meriggiare” / è “profondissima quiete” / è “le onde del greco mar da cui vergine nacque Venere”». Il brano (perché tale è, e non un “pezzo”), è di una bellezza indiscussa, e il featuring con Dargen non fa che impreziosirlo. Altro brano di spicco è Jenin, che Dutch racconta d’aver scritto durante una trasferta in Palestina con alcuni amici: l’impressione che se ne ha (a occhi chiusi) è talmente vivida che sembra si possano osservare gli scenari urbani, i volti dei personaggi e in generale i luoghi descritti; ci si sente in grado di percepirne anche gli odori: «Un furgoncino / sette posti / e ad aspettarla un ragazzo con lo zaino in spalla fa accenno all’autista che accosti / l’autista lo informa sui costi e subito dopo “yalla” / rimette in moto e vola / come se il mezzo avesse le ali / in mezzo a paesaggi brulli collinari». Questo non può che essere segno di grande potenza narrativa e comunicativa. Gli altri brani dell’EP sono più strettamente di denuncia sociale (ascoltateli anche solo sul Youtube). Quello che colpisce di Dutch Nazari, inoltre, è il personaggio, completamente ordinario: niente loghi, niente swag, niente ostentazione, niente atteggiamento da gangsta-rapper, niente sguardi truci; niente. Cercatene informazioni e leggetene su Internet. Solo parole e sostanza, intelletto, poesia e contenuto. Le basi sono prodotte da Sick & Sempliciter (da approfondire). Da scoprire e seguire.
    Missioni: www.rockit.it/Dutchnazari/album/diecimilalire/26903 (freed ownload)
    Il Voto: 8.