Contaminazioni e sperimentazioni in “Granda”

Provincia meccanica

La “Cigar Box Guitar” è, come si può intuire dalla parola stessa, uno strumento a corde; la sua struttura e la forma, assai rudimentali (una scatola di sigari a fare da cassa di risonanza e talvolta un legno di scopa come manico a cui vengono attaccate dalle 4 alla singola corda), hanno fatto sì che lo strumento si sia diffuso soprattutto negli ambienti più poveri della popolazione americana, in modo particolare tra i braccianti afroamericani, e da lì se ne sia sviluppato l’uso nel genere blues. Che cosa ci può fare dunque una Cigar Box in “Granda”? Lo strumento è il fil rouge su cui si è sviluppato il nuovo progetto de L’Amortex. Il saluzzese Luca “Tex” Testolin parte da questa particolare chitarra per approfondire da una parte gli aspetti più “roots” del genere, fino a confluire in una serie di assimilazioni e contaminazioni con la materia a lui più congeniale della musica elettronica. Rispetto al precedente progetto Ovotherapy in questo nuovo lavoro L’Amortex abbandona le atmosfere cupe e proprie dell’elettronica più industriale per abbracciare i percorsi ipnotici del blues. E il mondo che ne emerge è assai ricco, quantunque appaia come un unico assolo: un lungo viaggio verso lisergiche sonorità in cui i riff si sovrappongono uno sull’altro, le basi elettroniche incalzano, i ritmi crescono e le voci, ripetute a mo’ di mantra, creano un flusso magnetico a cui abbandonarsi.
La musica in Granda trova sviluppi di vario genere e se L’Amortex rappresenta quell’anima dedita alla ricerca delle contaminazioni, i Mambo Melon invece ne rappresentano l’espressione più dedita alla sperimentazione in termini di performance. Questa band nasce come duo composto dagli ex Instrumental Quarter (anche qualche esperienza internazionale) Marco Bognanni, batteria e loop, e Gabriele Grosso, basso, pedali e loop, e su tale base sviluppa il proprio set e i primi live. Le potenzialità espressive della coppia basso e batteria sono state largamente messe in evidenza nel corso degli ultimi anni (dai Lightning Bolt, passando per i zZz di Running with the Beast, fino ad alcuni brani dei romani the Cyb0rgs o ai nostrani e più recenti the Buckle), ma nel progetto Mambo Melon necessitavano di nuova profondità, ed ecco arrivare a supporto il flauto di Giacomo Abbà. Il risultato è un rock capace di spaziare in varie direzioni, dalla tradizione degli anni ‘70 a vaghi echi del più moderno noise, rare tracce di britpop e accenni di elettronica nei loop di sottofondo, per imbeccare ritmiche della musica afro-brasiliana. Metro Jungle è un’opera frutto di anni di lavoro (che vanno ben oltre ai tre che separano questo full lenght dalla precedente esperienza in Ep), votati alla ricerca, di composizione, arrangiamento e prestazione; elementi curati nella loro interezza benché talvolta grezzi, e capaci di trasformare il caos selvaggio in un flusso in continuo movimento oltreché in continua trasformazione.
L’Amortex “Cigar Box Guitar & R. Johnson Experience” 2015, autoprodotto. Elettronica
Mambo Melon “Metro Jungle” 2015, Factum Est. Alternative Rock