Migranti, arrivi e dibattiti

In autunno, a Ormea, all’Albergo dell’Olmo? Martedì sera assemblea con gli ormeesi perplessi – A Garessio si cerca di coinvolgere i rifugiati in lavori utili

“Immigrati all’albergo dell’Olmo”: questo l’argomento attualmente più dibattuto in paese. Sarebbero una trentina i migranti che potrebbero arrivare in autunno a Ormea, accolti nel centrale albergo di piazza della Libertà. Argomento che, come in ogni altro territorio interessato, ha da subito suscitato proteste e malumori. I primi a prendere una posizione ufficiale sono stati i condomini dello stabile al cui interno sorge la struttura ricettiva. Stabile che conta 70 alloggi, circa la metà occupati da residenti e il resto seconde case. Con uno scritto inviato alla Prefettura e al Comune di Ormea i condomini hanno sollevato ragioni di ordine pubblico (le uscite di sicurezza dell’albergo si aprono direttamente sulle scale condominiali) e turistiche sollecitando, nel caso in cui comunque si disponga l’arrivo dei migranti, l’individuazione di altro luogo più idoneo. Anche fra i commercianti e la popolazione c’è chi ha storto il naso. Per saperne di più e confrontarsi, alcuni commercianti hanno organizzato un incontro per martedì sera 25 agosto, dalle 21 al bar Nazionale. «Riteniamo utile, se non indispensabile, approfondire l’argomento» dice Matteo Fossati che, dalla pagina facebook lancia anche la proposta di una successiva assemblea pubblica con il titolare dell’albergo. «Martedì sera sarò ad Alassio per la presentazione del libro di Filippo Bonfiglietti, iniziativa a cui avevo assicurato la mia partecipazione vista l’importanza che ha per la promozione della nostra Città – dice il sindaco Giorgio Ferraris –. Se si riteneva indispensabile la mia presenza, avendo tempestivamente comunicato la mia indisponibilità, si poteva spostare data, considerato che si tratta di un semplice incontro informale per cui non è stata fatta nessuna promozione organizzativa. L’Amministrazione comunale, che peraltro non dispone di informazioni ulteriori sulla questione oltre a quelle di dominio pubblico trattandosi dell’iniziativa di un privato, sarà comunque ben rappresentata dal vicesindaco e da altri consiglieri». «L’Amministrazione – continua – è consapevole della necessità per la Prefettura di trovare sempre nuove collocazioni per i richiedenti asilo in continuo arrivo e delle opportunità economiche che questi possono rappresentare per la proprietà dell’albergo dell’Olmo, ma condivide le criticità e le opposizioni che i residenti e i condomini del palazzo hanno espresso sull’inadeguatezza della collocazione proposta. Non servono proclami e polemiche; tutti coloro che in questi giorni mi hanno fermato per strada, sono venuti nel mio ufficio o mi hanno telefonato (e sono tanti) sanno che, da parte di noi amministratori, c’è ampia disponibilità per cercare, insieme a coloro che vorranno collaborare, le soluzioni migliori».

Incontro pubblico a Garessio

«Stiamo lavorando per riuscire a impiegare, in modo volontario e gratuito, i migranti in lavori socialmente utili quali la pulizia di aree verdi pubbliche ed altre piccole attività manutentive. L’impiego a servizio del paese si rivelerebbe, oltre che cosa utile, anche occasione di integrazione». Era metà luglio quando a Garessio, in una villetta privata di via Dei Campi al Borgo, venivano alloggiati dieci migranti. Numero che, nei giorni a seguire, è salito a diciotto. Dopo un primo sopralluogo, il sindaco e l’Amministrazione comunale incontrarono la co-amministratrice del Centro di solidarietà “L’Ancora”, nonché comproprietaria dell’immobile concesso in affitto, per ottenere delucidazioni. E poco dopo si cominciò a ventilare la possibilità di impiegare i giovani migranti, tutti ragazzi africani di età compresa tra i diciotto e i venticinque anni, in attività socialmente utili. «Va stilata una convenzione – prosegue il sindaco Sergio Di Steffano –. I soggetti coinvolti, oltre al Comune e alla cooperativa che gestisce i migranti, sono la Prefettura e una Onlus già individuata e operativa in Liguria. Sarà quest’ultima a coprire i costi assicurativi». Intanto Comune e “L’Ancora” hanno organizzato, per sabato 29 agosto alla Casa dell’Amicizia, una serata aperta alla popolazione. «Sarà l’occasione per conoscere più a fondo un tema così delicato, che suscita reazioni contrastanti, quale quello dei migranti e per saperne di più sulla situazione venuta a crearsi a Garessio. Potrà scaturirne un dibattito con il pubblico». Oltre al sindaco e a Valeria Bersano, responsabile del centro migranti di Garessio, saranno presenti Luisella Lamberti, responsabile Migrazione Cgil Cuneo, che modererà l’incontro, e il regista svizzero Stefano Ferrari che presenterà il suo film documentario “Lo stesso mare”. La serata comincerà alle 21 proprio con la proiezione del documentario con cui Ferrari racconta il suo viaggio verso la Sicilia, per conoscere chi sbarca, sentire le loro storie. «Il film porta a galla due realtà, due stati d’animo – spiega Ferrari -: da una parte quello di un’Italia che accoglie e che allo stesso tempo è schiacciata da una crisi senza precedenti, e dall’altra quello di molti disperati che vedono nell’Europa una Terra promessa, una via di fuga da povertà e persecuzioni». Al termine si aprirà il dibattito. «Ci auguriamo che la serata apra un dialogo con la popolazione – commenta Miriam Mazza, educatrice che sta seguendo i migranti a Garessio, tenendo anche con corsi di lingua italiana –. Abbiamo percepito reazioni ostili. La notte, sovente, si sentono urla e insulti dall’esterno e solo poche settimane fa nell’immobile vicino a quello dove sono alloggiati i migranti sono stati appiccati due roghi. A questi giovani, dal vissuto così difficile e crudo, ognuno con la propria storia alle spalle, va offerta la possibilità di farsi conoscere, senza pregiudizi».

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