Caso profughi a Ormea: «Potremmo accoglierli nell’ex ricovero»

Ormea dice "no" ai profughi? In realtà, non è vero. Gli ormeaschi hanno solo proposto di rilanciare un albergo, attraverso una coop. E i profughi? «Possono andare nell'ex casa di riposo».

Una Cooperativa o Associazione, costituita dalla comunità ormeese, che prenda in gestione l’albergo dell’Olmo affinché la struttura possa continuare a svolgere, al meglio, le sue funzioni ricettive e rientri nel progetto di rilancio e promozione turistica su cui il territorio sta lavorando con impegno. Questa la proposta con cui si è aperto l’incontro organizzato lunedì sera 31 agosto da commercianti e Associazione “Turismo Alpi Liguri” nella gremita sala della Società Operaia. «Una via percorribile – ha detto l’agente immobiliare Diego Odello – per evitare che il proprietario dell’Olmo, resosi disponibile ad accogliere e gestire, insieme a una o più cooperative che curerebbero integrazione, aspetti sanitari e psicologici, trenta migranti, firmi il contratto (della durata di tre anni al momento non ancora in essere) con la Prefettura. Con la soluzione che proponiamo, l’albergo resterebbe albergo e sarebbe gestito dalla popolazione di Ormea, potrebbe offrire lavoro a locali e si rivelerebbe volàno nel progetto turistico su cui stiamo lavorando». L’investimento probabilmente necessario per cominciare l’avventura, magari aprendo le cinque camere già ristrutturate e potenziando il ristorante, ammonterebbe a 50 mila euro circa. «I tempi sono ristretti – ha aggiunto Odello –: la Prefettura vuole una risposta dal proprietario entro il quindici settembre. Nei prossimi dieci giorni, quindi, dobbiamo trovare chi vuole partecipare e i soldi». «Da subito l’Amministrazione comunale ha seguito la vicenda – ha spiegato il sindaco Giorgio Ferraris –: abbiamo condiviso le lettere inviate dal condominio ribadendo alla Prefettura la non idoneità dell’allocazione individuata. L’iniziativa presentata alla popolazione è meritevole e offre un positivo segnale da parte della comunità ormeese che vuole che i suoi alberghi restino tutti aperti, impegnando ogni possibile risorsa per il rilancio del territorio». «Ma – ha aggiunto il sindaco – qualunque altro privato, in qualsiasi momento, potrebbe rendersi disponibile per ospitare migranti. Inoltre, ricordo che le Prefetture possono requisire strutture private chiuse da più di un anno o pubbliche potenzialmente idonee». E l’attenzione tra il pubblico si è focalizzata anche sull’ex Casa di riposo, immobile proprietà Ipab - comunale vuoto da circa tre anni e mezzo. «A Ormea probabilmente i migranti arriveranno, che sia albergo o casa di riposo – ha detto Paolo Ferraris sindaco di Caprauna che da tempo collabora con un’organizzazione che si occupa di immigrazione e accoglienza –. Perché non fare direttamente una cooperativa di Ormea che li gestisca? Un’iniziativa già adottata su altri territori con buon esito a livello di integrazione e che, tra l’altro, ha offerto lavoro a gente del posto». «Se effettivamente dovremo comunque accoglierli – hanno sottolineato alcuni dal pubblico – meglio investire denari della comunità in una struttura pubblica, quale l’ex Casa di riposo, piuttosto che in una privata e avere la possibilità di gestire i migranti in sicurezza, con serietà e professionalità».