Indagine a Roburent: il sindaco chiede di essere sentito dai magistrati

Acque ancora agitate a Roburent, dopo l’improvviso blitz dei Carabinieri di martedì scorso che ha sconvolto l’intera vallata. Nell’indagine sono coinvolte tre persone: il sindaco e due dipendenti comunali.

Acque ancora agitate a Roburent, dopo l’improvviso blitz dei Carabinieri di martedì scorso che ha sconvolto l’intera vallata. Nell’indagine sono coinvolte tre persone: il sindaco Bruno Vallepiano e due dipendenti comunali, il geometra Umberto Garelli (responsabile dell’Ufficio tecnico) e la ragioniera Roberta Regis. Le ipotesi di reato sono: per tutti e tre abuso d’ufficio, e per i due dipendenti anche falso in atto pubblico.
Il fascicolo è nelle mani del sostituto procuratore di Cuneo Maurizio Picozzi e, come spiegavamo la scorsa settimana, riguarda gli appalti del 2014 per la gestione degli impianti sciistici di San Giacomo. Un tema “caldo” a Roburent, che non ha mancato di sollevare discussioni e polemiche in Consiglio comunale e che forse potrebbe essere collegato alla revoca dell’incarico all’ex assessore Giulia Negri. La Negri, mesi fa, si era vista recapitare una lettera anonima contenente minacce e allusioni a un tema su cui «non dovevi – era scritto – mettere il naso».
Il sindaco si dice sereno. Al momento Vallepiano non è ancora stato sentito dalla Procura: «Ma abbiamo chiesto di essere ascoltati quanto prima – dichiara il suo legale, l’avvocato Alberto Leone di Cuneo –, siamo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Non è il momento di rilasciare alcuna dichiarazione, ma il mio assistito non ha alcuna intenzione di fare “passi indietro” a livello amministrativo».
L’indagine sarebbe cominciata mesi fa, forse anche dopo i fatti legati alle vicissitudini della Giunta, ma è esplosa pubblicamente solo martedì scorso quando i Carabinieri si sono presentati in municipio e a casa degli indagati, sequestrando una serie di documenti e materiale informatico che ora è a disposizione della magistratura. «Secondo quanto mi risulta – è il commento Giorgio Giaccardi, avvocato d’ufficio nominato per Roberta Regis – la perquisizione a casa della mia assistita avrebbe dato esito negativo».