Migranti a Ormea: scoppia il caso mediatico

Intanto prosegue l’iniziativa per gestire l’albergo dell’Olmo. Proposta al Prefetto l’ex Casa di riposo

Bufera mediatica su Ormea che si ritrova, denigrata su facebook e blog, protagonista nelle pagine di quotidiani nazionali e sotto i riflettori di trasmissioni tv. E’ l’immagine di un paese montano di circa 1.700 anime che non vuole migranti, disposto a tutto per non accoglierli, pure a dare mano al proprio portafoglio. Il boom mediatico scoppia con l’assemblea pubblica indetta lo scorso lunedì sera 31 agosto dall’Associazione “Turismo Alpi Liguri” e alcuni commercianti per discutere del possibile arrivo di trenta migranti, vista la disponibilità a ospitarli del proprietario dell’albergo dell’Olmo. In paese se ne parla già da settimane anche se, a differenza degli altri territori interessati dalla questione, qui i migranti non ci siano ancora, la popolazione non se li è ritrovati dall’oggi al domani senza alcun preventivo avviso. E come in ogni altro territorio interessato, l’argomento ha suscitato reazioni contrastanti: c’è chi rifiuta ogni apertura al dialogo forte delle proprie convinzioni e chi, mosso dal comprensibile timore nei confronti dello “straniero”, chiede rassicurazioni. L’albergo dell’Olmo è una collocazione che non piace: la struttura, inserita in un contesto condominiale, nel centro del paese, non è idonea per motivi di ordine, ma pure di integrazione e si scontra con il progetto turistico in atto. Di qui la proposta: «La comunità ormeese si associ e si proponga per prendere in gestione l’albergo». Proposta che assume un’eco nazionale. «Abbiamo avanzato una soluzione per mantenere in vita la struttura come ricettiva – spiega il presidente de “Turismo Alpi Liguri”, Matteo Fossati – convinti, inoltre, che quella non sia la collocazione più idonea per i migranti e per i condomini che abitano lo stabile. Nulla a che vedere con l’interpretazione delle cronache nazionali». Gianluca Gai di “Fun Alpine Sport”: «La maggioranza degli ormeesi non è contraria all’accoglienza, ma non in un albergo, che va tenuto aperto ai turisti». Nel corso dell’assemblea si è poi presa in considerazione anche l’ex Casa di riposo, proprietà Ipab-comunale, possibilità che, nei giorni a seguire, il sindaco ha proposto in Prefettura. «Chiedendo la gestione diretta dell’Ipab, ente il cui Consiglio è nominato dal Comune – precisa Giorgio Ferraris –. Una gestione pubblica, diversamente dalla privata che, anche legittimamente, cerca di ricavare il maggior utile possibile attenendosi ai minimi standard imposti dai protocolli della Prefettura, permetterà di impiegare tutti i finanziamenti stanziati per l’accoglienza nel miglioramento della qualità del servizio. Offrendo anche posti di lavoro. Fondamentale sarà il primo impatto con la popolazione locale: i migranti andranno seguiti nella comprensione della lingua, andranno formati e occupati anche con iniziative che facciano loro conoscere il nostro paese con le nostre abitudini e regole, diverse dalle loro». E il prefetto si è detto disponibile a valutare. «Fermo restando – precisa il sindaco – che ho chiesto rassicurazioni affinché non venga superato il numero di migranti in previsione, numero ampiamente sufficiente anche per riuscire a concretizzare il progetto di integrazione». «Appoggiamo questa soluzione, se gestita nel migliore dei modi – dice Fossati –. E’ chiaro che, come qualunque altro ormeese, ci aspettiamo che i finanziamenti destinati vengano effettivamente e interamente impiegati nell’accoglienza e integrazione e per questo vigileremo». Una proposta che risulterebbe la prima in provincia di Cuneo avanzata da un Ente pubblico. Mercoledì pomeriggio 9 settembre l’assessore regionale a pari opportunità e immigrazione Monica Cerutti sarà a Ormea per incontrare il sindaco e l’Amministrazione comunale. Intanto resta in piedi anche la proposta di gestione dell’albergo dell’Olmo: «Al momento non ci sono novità – precisa Diego Odello agente immobiliare –. Stiamo lavorando per valutare, con chi si renderà disponibile, la forma associativa migliore per poi formalizzare la proposta al proprietario della struttura».

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