Peccati di Gola: «È tempo di cambiare»

Per “Mondovì in Movimento” è tempo che la città pensi a cambiare la formula di “Peccati di Gola”.

Non è solo una questione di numeri. Ma anche di tipi di presenze, qualità, costi, target. Per “Mondovì in Movimento” è tempo che la città pensi a cambiare la formula di “Peccati di Gola”, l’evento gastronomico di fine ottobre che nell’ultima edizione si è dimostrato decisamente sotto tono. Una manifestazione che pare aver “smarrito la strada”, abbandonando la vecchia formula ma senza trovarne una nuova efficace.

Il gruppo di MoMo ha riunito un tavolo di lavoro la sera di lunedì 28 dicembre, coordinato dal presidente Gabriele Campora. Ne facevano parte alcuni imprenditori della zona del settore agroalimentare, iscritti e simpatizzanti dell’associazione. “Peccati di Gola” è un evento che al Comune pesa la bellezza di 75 mila euro: il Comune l’ha data in gestione all’associazione “Intolleranza Zero” la quale, a sua volta, si è avvalsa di Fly Eventi per l’organizzazione. Il tavolo di MoMo ha cominciato col fare il punto della situazione: «Andremo ad analizzare le edizioni passate della manifestazione, nella sua idea originale pensata da Gianni Ferrero – è la decisione di “Mondovì in Movimento” –, per poi capire quali possono essere le idee per rilanciarla. Ci attiveremo anche per fare un sondaggio fra i partecipanti per raccogliere le osservazioni». Tra e ipotesi fatte: rivedere la collocazione (quest’anno gli stand erano solo a Breo, in una struttura chiusa), magari il periodo e forse addirittura il nome. La si potrebbe legare a un prodotto specifico (una delle “DeCo” di Mondovì, come la cupeta o il rubatà) oppure a un metodo di produzione, per specializzarla. Altra questione: il coinvolgimento di Associazioni (Coldiretti, Slow Food) o Istituzioni (l’Alberghiero) completamente da rivedere e valorizzare.

Fra le ipotesi, tutte da sondare, si immagina anche questa: non pensare più a una fiera gastronomica a sé stante, ma legare il concetto dei prodotti territoriali a una manifestazione diversa, per esempio Mondovisioni (per la quale vi sono ragionamenti in corso), distribuendola nel centro storico a corredo di spettacoli e incontri culturali. «Auspichiamo che questo percorso vada avanti – afferma – in modo partecipato: il nostro principio è lavorare alle questioni in modo aperto, coinvolgendo i monregalesi». Auspicio più che sensato: tutte le manifestazioni cittadine che nel 2015 sono cresciute (in alcuni casi fino a picchi mai visti) lo hanno fatto col coinvolgimento delle Associazioni del territorio.