Mondovì: il centro-sinistra si spacca

Voce alta. Tessere strappate e gettate sul tavolo. Un consigliere comunale che ha già ventilato le dimissioni.

Voce alta. Tessere strappate e gettate sul tavolo. Un consigliere comunale che ha già ventilato le dimissioni. Quattro ore di riunione hanno spaccato in due l’assemblea di “Mondovì in Movimento”. Il punto di scontro è quello che ormai si sa: i dialoghi pre-elettorali, che il presidente Gabriele Campora porterà avanti con il gruppo di Bovetti e coi consiglieri di centrodestra di “Mondovì Oltre”. Un dialogo che prosegue, perché Campora ha incassato il verdetto positivo dell’assemblea riunitasi lunedì sera. Un verdetto diviso a metà, 20 voti su 36, con 13 contrari e 3 astenuti. Fra i contrari ci sono tutti e tre i consiglieri comunali, gli ex presidenti e i rappresentanti del PD locale. A partire da oggi, “MoMo” e il centrosinistra” sono due cose distinte. “Mondovì in Movimento” ha nettamente voltato strada.

«La proposta discussa e votata è: avviare un confronto su programmi e contenuti con l’area politica che sostenne la candidatura a sindaco di Mario Bovetti e con la costituenda associazione “Mondovì Oltre”», ovvero con la costola della maggioranza che tutti allineano al ministro Costa (il quale era presente al tavolo del primo incontro con “MoMo”, e non certo per caso). L’obiettivo del “dialogo” è verificare le condizioni per stendere l’alleanza elettorale, che per MoMo sarà «una coalizione “allargata” che promuova e sostenga un programma di rilancio e sviluppo della città in discontinuità con l’Amministrazione». Ma come si fa a condurre un dialogo “in discontinuità con l’Amministrazione”… assieme alla componente più grossa dell’attuale maggioranza, che conta cinque consiglieri a sostegno di Viglione? 

Pesano i nomi di chi ha votato contro: “pezzi grossi” di “Mondovì in Movimento” come i due ex presidenti Chiara Mondino e Cesare Morandini, Maurizio Arduino, Marco Fulcheri. Soprattutto, i tre consiglieri comunali Paolo Magnino (candidato sindaco), Stefano Tarolli e Giovanni Gambera. Che succederà? Magnino, in assemblea, ha esplicitamente fatto riferimento alla possibilità di dimettersi dal Consiglio comunale. Gambera: «Non so ancora cosa farò, credo che queste decisioni vadano prese “a freddo”. Ma chiaramente dissento dalla decisione che il direttivo ha proposto e che l’assemblea ha votato». Tarolli: «Lunedì sera si è aperta una frattura, questo è evidente. Valuterò cosa fare entro il prossimo Consiglio comunale».

ARTICOLO COMPLETO su L'Unione Monregalese del 1 giugno