Ancora Encode!

Elettronica alle Bertello di Borgo

Da anni Encode è uno degli appuntamenti più particolari del cuneese. L'elettronica è genere assai trasversale, capace di parlare a pubblici diversi, per gusti ed età e qui il cartellone (venerdì e sabato) è di grande respiro: Clap! Clap! è producer arrivato a livelli internazionali di tutto rispetto (con Warp, la più importante etichetta del genere); la giovanissima Alice Bisi, in arte Birthh, è uno dei nomi più interessanti emersi nell'ultimo anno, oltre al progetto Elephantides (il romano Sergio Tentella con il “nostro” Daniele Sciolla), ai torinesi KHOMPA (Davide Compagnoni, batterista degli Stearica) e Bienoise (in molte serate techno torinesi). Si è cercato di capire con Simone Zavattaro, di Origami (associazione che cura l'evento), il perché un evento pur sempre di nicchia possa incuriosire un ascoltatore di musica e in particolare un amante dell'elettronica.

Siamo arrivati a Encode #14, cosa è cambiato e cosa cambia nel proporre musica alle “nuove” generazioni?

È sicuramente cambiato il modo di ascoltare. C’è una quantità incredibile di “musica”. Bisogna tenersi informati, avere voglia di cercare ma anche di lasciarsi incuriosire. Origami ha una storia relativamente breve. Alcuni di noi sono musicisti, altri semplici appassionati: abbiamo cominciato ad organizzare concerti proponendo cose che ci piacevano, senza farci troppe domande. E, in un certo senso, continuiamo a farlo. Mettiamo insieme gusti, idee, consigli di amici. Ci interessa proporre “cose” belle: alcuni progetti sono ai primi passi o quasi, altri sono noti.

Come interessare i giovani a vivere musica non solo per svago?

Stiamo provando a fare un percorso, insieme ad altre realtà, come per esempio Betulla Records. Quest’anno abbiamo ideato un progetto in cui abbiamo coinvolto il Mets (la parte elettronica del Conservatorio Ghedini di Cuneo) e fatto la versione Silent (con le cuffie) al Colle della Maddalena a 2000 metri. L’obiettivo è avvicinare nuove persone alla musica. Questo è il nostro modo di fare cultura, almeno il nostro modo di intenderla. Finito Encode ci metteremo al lavoro per il futuro: vorremmo continuare il viaggio intrapreso.

Negli anni Encode ha mutato almeno in parte la propria natura, per guardare con maggiore attenzione all'elettronica; è in questo genere che ci si "gioca" la scommessa futura?

Encode era nato elettronico, nel 2003, e poi aveva anche acquisito una parte rock. Origami ha ereditato il festival nel 2010, mantenendo la sua divisione ma variando un po’ la formula. Poi, qualche anno fa, abbiamo deciso che Encode doveva cambiare ancora: volevamo costruirci una nostra dimensione, un po’ alla volta, attraverso un percorso. Si è quindi deciso di tornare all’elettronica, ma solo se in dimensione “live”. Non so se l'elettronica sarà la musica del futuro, forse sì. Vorremmo che il pubblico di Encode potesse sentire cose che non è abituato a sentire, lasciandosi andare, con un po’ di curiosità. Ci piacerebbe proporre progetti “particolari” non per forza conosciuti, ma che siano un’esperienza: questo è il caso della performance del Conservatorio oppure il live di Khompa. Ma è anche il caso di Bienoise e ElephanTides.

Clap Clap e Birthh sono nomi conosciuti in ambienti di “affezionati” al genere, cosa può spingere un neofita a venire ad ascoltarli?

In primis perché sono progetti super: Clap! Clap! ormai è un nome internazionale, fa parte di Warp ed ha prodotto 3 brani del nuovo album di Paul Simon (quello che suonava con Garfunkel, ndr). I suoi live sono coinvolgenti! Birthh, nonostante i suoi 19 anni, propone un live bellissimo: quando ci hanno parlato di lei, ce ne siamo innamorati ed abbiamo dovuto lottare per averla perchè il tour era finito. Mettere insieme artisti come questi non è cosa semplice: anche per questo merita venire a Encode e scoprire Origami e le sue attività.

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