Usciamo dal fango: il cuore dei volontari

Gli "angeli del fango", gomito a gomito a spalare acqua e terra da strade, piazze e scuole. I nostri paesi si rialzano dopo l'alluvione.

Sabato scorso, il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, accompagnato dal ministro Enrico Costa, si è recato nelle diverse località della valle Tanaro, da Ceva ad Ormea, per rendersi conto di persona dei danni. E, al suo rientro a Torino, ha postato sul suo sito Facebook, una lode particolare per cosa aveva visto: tanti migranti – ospitati a Ceva, come a Garessio ed Ormea – scesi in strada a spalare fango, accanto ai a giovani studenti italiani. «Tra i tanti volontari che ho incontrato oggi anche molti migranti ospiti dei centri di accoglienza della zona. Gomito a gomito a spalare acqua e fango insieme a tutti gli altri. Nella foto sono con insegnanti e migranti all’Istituto “Baruffi” di Ceva. È anche così che l’Italia funziona meglio».

Come chiamarla, solidarietà? Desiderio di fare qualcosa per rendersi utili? Forse. Credo invece che sia stata la fiducia che è stata loro data. Non ora, ma mesi fa, quando arrivarono e si guardavano intorno smarriti.

I DANNI: 110 MILIONI DI EURO

In quei giorni, proprio qualche insegnante del “Baruffi” con i propri studenti, andò loro incontro, col sorriso e con le mani tese. Ascoltando le loro storie e dando quel sostegno morale che nel tempo è germogliato. Così quei migranti sono andati a scuola a raccontare e ad ascoltare. Hanno conosciuto l’accoglienza e hanno condiviso con loro coetanei gli stessi spazi. Un cammino che a Ceva è stato condiviso ed ha fatto parte di un progetto, che ha coinvolto anche gli ospiti di Ormea. «Per questo – spiega la vicedirigente dell’Istituto “Baruffi”, Luciana Mondino – quando i nostri studenti si sono presentati per “dare una mano”, anche loro si sono uniti. Suscitando l’ammirazione del presidente Chiamparino».

STORIE E IMMAGINI

Ma sono state tante le braccia di altri volontari a scendere in campo. In tutte le località in cui l’acqua e il fango l’hanno fatta, per oltre 36 ore, “quasi” da padroni. Si sono viste tutte le divise dei diversi Corpi, senza distinzione di colore, di competenze o di territorialità. Come 22 anni fa Alpini, Esercito, Carabinieri, Finanza, Polizia di Stato, Polizia stradale e Polizia locale, Forestale, Vigili del fuoco, Soccorso Alpino, Aib, Protezione civile, volontari di Croce Rossa e Anpas, Crocerossine… fianco a fianco, per portare sollievo, aiutare, spalare, con un occhio attento alla ricostruzione. Con loro anche Scout, persone qualunque, operai e tecnici delle aziende di gas, telefonia e luce, cantonieri dei vari Comuni e della Provincia, mamme e papà, anche nonni e tanti, tanti giovani, il vero mondo di domani.