Alluvione, 317 milioni di danni in Piemonte: «È stato di emergenza»

«I Comuni devono poter utilizzare gli avanzi di amministrazione per il ripristino dei danni».

La Regione ha fatto il conto: i danni dell’alluvione del 24-25 novembre in Piemonte ammontano a 317 milioni di euro. La documentazione è stata inviata al Dipartimento della Protezione civile . Nel computo sono esclusi i danni ai privati e quelli all’agricoltura la cui quantificazione richiederà ancora del tempo.
Chiamparino: «Le opere realizzate negli ultimi anni dopo l’alluvione del 94 (la cui portata è stata paragonabile a quella in questione) e di quelli successivi hanno evitato che il bilancio fosse decisamente più pesante sia in termini economici che di vite umane». Le maggiori criticità si riscontrano nei settori dell’alta val Tanaro, nelle valli Corsaglia, Ellero, nelle valli Pellice, Germanansca e Chisone e nelle Valli di Lanzo.

Nei giorni scorsi Chiamparino e Valmaggia hanno chiesto lo stato di emergenza e firmato una seconda istanza per la sospensione degli obblighi finanziari. In particolare, viene chiesta la proroga delle scadenze fiscali di fine novembre per le aziende danneggiate dalle esondazioni, valutando anche la possibilità, per le stesse, di un’esenzione totale o parziale degli adempimenti. Inoltre, si sottolinea l’opportunità che ai Comuni venga consentito di utilizzare le somme derivanti dagli avanzi di amministrazione per gli interventi di ripristino delle infrastrutture e delle opere a tutela dell’incolumità pubblica.
L’assessore Valmaggia ha coordinato, con il sistema regionale della Protezione civile e l’Arpa, le azioni operative per contenere i danni provocati dal maltempo. Poi, ha visitato i luoghi maggiormente devastati. «La drammatica due-giorni di pioggia – dice – ha prodotto allagamenti e frane in particolare nell’Alta Val Tanaro, nel Saluzzese e nel Pinerolese. In pianura, con le esondazioni del Po, del Tanaro e del Bormida, ha originato allagamenti e danni al comparto agricolo. Da una prima valutazione, i danni materiali risultano ingenti, e per questo motivo la Regione ha chiesto lo stato di calamità».

«Pur cadendo una quantità di pioggia maggiore, rispetto al 1994 – continua l’assessore –, la situazione è cambiata in meglio. Innanzitutto, ha funzionato il sistema di allertamento delle popolazioni. Poi, ha aiutato a contenere le esondazioni e il rischio per i cittadini il tanto lavoro effettuato negli ultimi anni sul fronte della prevenzione, con la pulizia dei fiumi e il rafforzamento delle loro sponde. Per questo, ringrazio i sindaci, gli amministratori e i tecnici dei Comuni, i molti volontari della Protezione civile per le operazioni effettuate lungo i corsi d’acqua: interventi efficaci che hanno contribuito e contribuiscono ad aumentare la sicurezza delle persone e a limitare i danni. Tutto il sistema ha risposto bene e in modo coordinato durante l’intera emergenza. Agli operatori va un grazie sentito. Prosegue ora il computo dei danni per il ritorno, nel più breve tempo possibile, a una situazione di normalità in tutte le aree colpite».

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