Mondovì: ma il Comune quanto comunica?

L’interfaccia pubblica non è fatta per i giovanissimi: perché non c'è una pagina social?

Spesso, a Mondovì, si parla di eventi. Riusciti, non riusciti, da rifare, come li rifaremmo. Ma se ne parla sempre… dopo: dopo che sono avvenuti, dopo che sono andati bene o che sono andati male. Invece proviamo a chiederci: ma questi eventi, prima che avvengano, sono ben pubblicizzati? Oppure in questa città c’è qualcosa da migliorare nel settore “comunicazione turistica e istituzionale”? Il gruppo #attiVì la vede esattamente così.

Che cos'è il progetto #attiVì

La discussione tra il nostro gruppo di 20enni (se non sapete cos’è #attiVì, leggete in fondo all’articolo) parte da un evento che, tutto sommato, ha anche suscitato un po’ di dibattito: il maxi-panino alla Nutella, preparato e cotto a Breo domenica 18 dicembre. «Ma qualcuno di voi lo sapeva?», si chiede una delle nostre “giovani attive”. E salta fuori che, sì, qualcuno lo sapeva, lo aveva letto on line (proprio su Unione.it, tra l’altro): ma non c’era né un manifesto, né un volantino. Questi mezzi di comunicazioni “vecchio stile” sono ancora validi, potenti e penetranti. Hanno però un difetto: sono costosi. Invece la comunicazione web, ancora di più quella social, è gratis e capillare. Qua la domanda: ma perché il Comune di Mondovì non ha un profilo social dedicato?
In verità, c’è una pagina Facebook chiamata “Mondovì Turistica” con appena 800 “mi piace” e un account Instagram con un migliaio di follower, che utilizza foto di altri utenti. Cosa vorrebbero i ragazzi? Innanzitutto, una pagina social (aggiornata) in cui si pubblicizzino tutti gli eventi. Il sito web istituzionale esiste ed è curato, ma non serve a questo: il sito serve a dare informazioni a chi le sta già cercando. Mentre la comunicazione social, al contrario, porta l’informazione a tutti. Proprio come un manifesto: passi per strada, e lo noti. Anche se non lo stavi cercando.

Altra utilità: fornire comunicazioni ufficiali in tempi rapidi (come accade già per il servizio di sms, ma solo per chi si è iscritto). Qualche esempio? Variazioni di viabilità, chiusura delle scuole, consegna dei sacchetti dei rifiuti… cose così. L’impressione è che il Comune di Mondovì abbia “paura” del mezzo social: come se temesse il feedback negativo (esiste, certo: è la democrazia della rete), lo scambio di messaggi con quella fascia di utenti meno avvezza alla comunicazione verticale.
Ulteriore idea: una app istituzionale per smartphone. Dal momento che il sito web del Comune non ha un’interfaccia studiata apposta per i cellulari (e su questo supporto risulta abbastanza inutilizzabile), perché non creare una app “turistica”? Una app che consenta di conoscere, con pochi passaggi: il calendario eventi, gli orari della Funicolare o dei mezzi di trasporto (ed eventualmente di ricaricare la tessera abbonamento), un elenco di tutti i servizi cittadini. Da pensarci.

Una nota “di redazione”
Non lo nascondiamo: questo argomento, per certi versi, ci gioca contro. I ragazzi e le ragazze che fanno parte del gruppo di #attiVì hanno riconosciuto a “L’Unione” on line una grande efficacia e penetrazione a livello comunicativo. In pratica, adesso stiamo suggerendo al Comune di… fare meglio di noi. E magari bypassarci. Non ci conviene? Pazienza. Avremmo dovuto censurare questa idea? Ma nemmeno per sogno: non abbiamo mai inteso il progetto #attiVì come un’occasione per trarne vantaggio, ma come un vero incubatore di proposte. Così, nessuno potrà dire che giochiamo sempre e solo in casa. A parte che, per quel che vale, crediamo che il ruolo di un giornale debba essere qualcosa di più di un bollettino web degli eventi.

Cos’è il progetto #attiVì
Uno spazio che L’Unione riserva alle idee dei 20enni monregalesi. Un gruppo di ragazze e ragazzi è al lavoro: le loro idee, proposte, lamentele, allarmi o suggerimenti diventeranno spunti per la nostra rubrica. A ogni puntata, un tema – fino alle prossime elezioni comunali. Loro ci mettono la voce, vediamo se i candidati ci mettono le orecchie.

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