La scoperta del Poli di Torino: «L’acqua di Bastia potrebbe avere proprietà termali»

Uno studio dimostra che "l'acqua di Langa" potrebbe sia essere imbottigliata come minerale che usata come terapeutica.

La collina alle spalle di Bastia, alle porte della Langa, lo stesso centro del paese e le numerose frazioni, sono particolarmente ricche d’acqua che sgorga dal sottosuolo in più punti. Già a partire da centinaia di anni fa, i bastiesi hanno sfruttato questa importantissima risorsa per molteplici usi, soprattutto alimentari, scavando pozzi tradizionali un po’ ovunque dove le falde si trovano a pochi metri di profondità e commissionando invece, più di recente (verso la metà degli anni ’60), la costruzione di pozzi artesiani nelle zone in cui si sapeva che l’acqua era presente, ma era necessario andarla a “scovare” anche a duecento metri sotto la superficie. Ancora oggi quindi non è raro, passeggiando per il paese o visitando le numerose cascine dell’area circostante, imbattersi in pozzi ancora ricchissimi d’acqua o osservare, nei cortili privati, graziose fontane che zampillano acqua fresca e limpidissima ininterrottamente, servite appunto da un pozzo artesiano, costruito molti anni fa.
La presenza di acque “naturali” a Bastia e nei dintorni non è quindi certo una novità per gli abitanti, lo è invece, eccome, il recente studio condotto dall’Università di Torino sulle proprietà dell’acqua in questione, che in questi giorni ha portato alla luce risultati davvero sorprendenti. A questo proposito il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture del Politecnico di Torino, in collaborazione con la Regione Piemonte, si è focalizzato proprio sulle acque affluenti dai pozzi artesiani, nell’ambito del progetto di ricerca “Acque minerali e termali: studi per la promozione del comparto e per il monitoraggio del patrimonio delle acque minerali oggetto di sfruttamento”. Gli esperti, durante i vari approfondimenti, hanno scoperto a Bastia quella che è stata subito battezzata “Acqua di Langa”; un’acqua cioè con particolari proprietà, adatta ad essere commercializzata e venduta (sul modello Acqua Lurisia, ad esempio) oppure ad essere utilizzata come “acqua termale”, attorno alla quale costruire un vero e proprio stabilimento. «A Bastia abbiamo scoperto – dicono i ricercatori – la presenza di acque con mineralizzazione molto particolare, che possono essere considerate vere e proprie acque minerali. Si tratta di acque contenenti principalmente bicarbonato di sodio (acque bicarbonato-alcaline) e quantità di calcio, magnesio, cloruri e solfati molto ridotte. Nel panorama delle acque minerali italiane, questo tipo di acque è molto raro e spesso è accompagnato da rilevanti contenuti di calcio, magnesio e, qualche volta, solfati (per esempio le acque minerali provenienti dagli apparati vulcanici dell’Italia centro meridionale comunemente in commercio). Le acque di Bastia invece presentano una durezza totale del tutto trascurabile, pur avendo una mineralizzazione decisamente medio-alta. Esiste nel Bastiese un acquifero molto profondo, presente nelle arenarie e nelle sabbie, alternate a spessi strati di marne, che caratterizzano la successione stratigrafica delle Langhe. Questo acquifero – proseguono i ricercatori del Politecnico – viene intercettato da pozzi che raggiungono profondità intorno ai 200 metri dai quali scaturiscono naturalmente quantità non elevate d’acqua. I volumi che sgorgano in ogni punto sono piuttosto ridotti, ma numerose sono le fontane private alimentate dalla risorsa».

Come anticipato, sui possibili utilizzi dell’acqua di Langa l’idea è chiara: «Grazie alla concentrazione di bicarbonato di sodio – aggiungono gli esperti – quest’acqua è particolarmente indicata nella preparazione di pietanze come legumi e del noto “Bollito misto alla piemontese”. La risorsa, attualmente quasi del tutto trascurata, si presterebbe ad essere imbottigliata e commercializzata o potrebbe permettere la creazione di uno stabilimento termale, dopo la valutazione delle reali caratteristiche terapeutiche». Ovviamente l’Acqua di Langa, se sfruttata a dovere, diventerebbe un fattore chiave nel rilancio dell’economia di Bastia e dei centri vicini. Lo studio infatti è stato concentrato su Bastia, ma gli esperti assicurano che acque simili a questa sono presenti anche nelle zone di Dogliani, Farigliano e Clavesana. Le proprietà dell’Acqua di Langa e i dati rilevati durante il suo studio verranno presentati ufficialmente a tutti gli interessati venerdì 20 gennaio alle ore 21 a Bastia, nel salone della “Casa protetta”. Interverranno all’incontro l’assessore regionale Alberto Valmaggia, il funzionario regionale dottor Mauro Falco, i professori Bartolomeo Vigna e Adriano Fiorucci del Politecnico di Torino ed il professor Silvio Borsarelli.

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