«Le differenze sono evidenti: chi pensa che vada tutto bene così può anche votare Garello»

PAOLO ADRIANO - Intervista integrale.

Avete chiuso il “primo tempo”, come lo ha definito lei, in vantaggio. Per il… secondo tempo puntate anche a convincere nuovi elettori (magari quelli che al primo turno hanno votato Tarolli), o confidate che si replichi semplicemente lo scenario 4.600 a 2.800?
«La partita è a due e le differenze tra le squadre sono evidenti: invito tutti i nostri elettori a tornare a votare ed anche coloro che, pur non avendomi scelto al primo turno, ritengono assolutamente necessario un cambiamento».

L’affluenza è stata bassissima. Come se lo spiega? Prevede che al secondo turno calerà ancora?
«Vi è una disaffezione nei confronti della politica. Stiamo lavorando per convincere i monregalesi a votare al secondo turno, così contribuendo a determinare le sorti future della loro città: è un diritto importantissimo, vale la pena fare un piccolo sacrificio».

Cinque anni fa MoMo e Bovetti, apparentati con Magnino candidato, annunciarono la Giunta fra il primo e il secondo turno. Di chi è stata l’idea di non annunciarla, questa volta? E perché?
«L’annuncio della Giunta non deve essere un’operazione elettoralistica o di facciata: come ho detto prima dell’11 giugno, non lo farò sino a che non verrò eventualmente eletto, l’idea è condivisa da tutta la coalizione. I cittadini eleggono il sindaco ed i consiglieri, mentre la nomina dei componenti la Giunta spetta al sindaco, che per legge ha a disposizione 15 giorni, termine che, ove eletto, intendo utilizzare appieno. Ho più idee sia di metodo, sia sulle persone: ipotesi che in caso di vittoria sottoporrò alla coalizione. I criteri saranno esclusivamente quelli delle competenze, delle capacità e della disponibilità di tempo, nessun altro: per poter essere rilanciata, Mondovì ha bisogno di un’ottima squadra, diversamente si rischia di non incidere come dovuto sul futuro».

Ci dica: una ragione (si intende: politica) per votare Adriano e non Garello al ballottaggio; un “pregio” che la sua Amministrazione avrebbe, rispetto a quella dell’altro candidato; un “difetto” che lei vede nell’eventuale Amministrazione altrui e che invece la sua non avrebbe mai.
«Se i monregalesi vorranno cambiare sceglieranno noi. Se invece ritengono che vada tutto bene e che, quindi, si debba continuare sulla strada percorsa sino ad oggi opteranno per Donatella Garello. Lei è stata designata direttamente dalle liste di maggioranza di “Mondovì Attiva” e “Fiducia in Comune” e da Stefano Viglione per succedergli, è la candidata della Lega e di Forza Italia. Avrà in Consiglio ben tre assessori uscenti (D’Agostino, Tealdi, Barello), un consigliere dell’attuale maggioranza (Baduero) ed il presidente di Forza Italia (Caramello), è sostenuta fortemente dal consigliere regionale di Forza Italia Graglia e dall’eurodeputato berlusconiano albese Alberto Cirio, che tenta, in questo modo, di mettere la sua “bandierina” su Mondovì. Ma la storia insegna che i monregalesi sono piuttosto orgogliosi e refrattari a farsi “conquistare” dai forestieri. Il pregio che avrebbe la nostra Amministrazione è la novità, di metodo e soprattutto di progetti per Mondovì. Molto probabilmente l’Amministrazione Garello, data la totale continuità, porterebbe avanti lo stesso stile di governo di quella del sindaco uscente Viglione, caratterizzato dalla totale chiusura nei confronti di qualsivoglia proposta dell’opposizione. Al contrario, io ritengo che le buone idee per la città vadano valorizzate da chiunque provengano e non bocciate a prescindere».