Balla Coi Cinghiali, a Vinadio torna la festa “ungulata”

Continua il viaggio di CC51 in alcuni dei principali festival del mese di agosto. Questa volta il racconto sale lungo la Valle Stura, dove nel Forte Albertino di Vinadio torna la kermesse di Balla Coi Cinghiali.

Chi, una decina di anni fa, avrebbe pensato che una "classica" sagra ligure - di quelle che noi piemontesi di confine andiamo a cercare, nelle calde serate estive, lungo i pendii della liguria per trovare quel po' di refrigerio dato dall'aria di mare che sale lungo le Alpi Liguri - si sarebbe trasformata in un festival con decine di migliaia di visitatori? Che questo festival dopo aver "fatto il botto", avrebbe fatto un passo indietro, rinunciando per due anni, nel meglio del proprio splendore, ad andare in onda? Chi si sarebbe poi immaginato che questo festival, dopo un paio di edizioni "di prova" sarebbe tornato, e oggi, finalmente, riproposto?

Il festival, ieri

Chi mai si sarebbe immaginato, per un festival di musica, come Balla Coi Cinghiali, una vita così "spericolata"? Probabilmente in pochi, questo è poco, ma sicuro. Chi ci ha creduto e continuato a crederci sono i ragazzi dell'Associazione Balla Coi Cinghiali, quelli che partirono a inizio anni zero in questa idea un po' folle di volere proporre ai giovani liguri una sagra, con tutti i crismi, ma in cui anziché ascoltare musica liscio o il grande rock d'annata delle cover band, si potesse ascoltare musica "vera", di quella che - nel suo periodo di massimo splendore - percorreva lo Stivale in lungo e in largo. La scommessa fu vinta e Bardineto divenne, manco a farlo apposta, nel 10° anno della manifestazione un luogo riconosciuto perchè un po' "come a Woodstock, ma dove si mangia meglio".

Il festival, oggi

Oggi, nonostante gli ottimi trascorsi, anche l'esperienza di Bardineto sembra essere stata messa alle spalle e, dopo il successo della prima "nuova" edizione del 2016, riesumando lo storico "brand", Balla Coi Cinghiali ha ritrovato nel Forte Albertino di Vinadio la location perfetta per svilupparsi e ripartire con nuovo slancio.

Balla Coi Cinghiali, edizione 2017. La Line Up

Ecco che, sulla base del principio, che formula migliore non si cambia, Balla Coi Cinghiali anche in questo 2017 torna con lo stesso spirito che l'ha contraddistinto nel corso degli anni, ossia far vivere al visitatore non solo l'ebbrezza di un live, sonoro, ma la magia di una vera e propria esperienza di vita. Ecco che la line-up principale della tre giorni non sarà che uno degli elementi, seppur il principale, di questa tre giorni che si terrà dal 24 al 26 agosto prossimi.

La selezione è a dir poco variegata. Nome più illustre è senza dubbio quello del magnetico Tricky, pioniere con i Massive Attack del trip-hop, al suo nome si accompagneranno anche quello degli astri nascenti del rap Sfera Ebbasta e IZI, artisti tra i più seguiti del fenomeno rap italiano. Ampio e assai interessante anche lo spazio dedicato alla musica elettronica con le partecipazioni di Populous (qualche anno fa anche ad Encode) e, restando in quel mondo tra samba e techno, di Ninos Du Brasil. L'indie rock vedrà sul palco i romagnoli Nobraino, per i palati più danzerecci le rivisitazioni swing in chiave elettronica proposte da The Sweet Life Society. La serata del venerdì sarà dedicata principalmente ai ritmi in levare con lo ska-rocksteady dei Vallanzaska, i veterani della tradizione roots (reggae, ndr) con i Talisman, il nuovo talento del Reggae italiano 2g Raphael e le derivazioni dub del produttore pordenonese Paolo Baldini, fresco di una collaborazione anche con Jovanotti. La chiusura (sabato notte) sarà lasciata in mano al duo elettronico Addictive Tv, per uno show "tutto da vedere" che ha suonato non solo in festival importanti come il Glastonbury, ma anche in musei come il Pompidou Centre di Parigi e il museo delle arti contemporanee di Shanghai. A latere poi il progetto di Cinghiali Sonici (da seguire Into My Plastic Bones), così come lo spazio occupato da RadioOhm sarà dedicato alla proposta di nuove realtà musicali (tra di loro anche i cuneesi La Macabra Moka e gli Eugenio In Via Di Gioia) e le selezioni proposte dal circolo savonese Raindogs porteranno quella ulteriore apertura nelle scelte di chi vorrà partecipare.

Intervista. Balla Coi Cinghiali visto "da dentro". La parola al direttore artistico Antonio Bergero

Come per il ToDays abbiamo avuto la possibilità di porre qualche domanda ad Antonio Bergero, direttore artistico di questa manifestazione, con la voglia di scoprire un po' dalla sua voce come sta una kermesse come Balla Coi Cinghiali, quale sia un po' lo stato dell'arte della musica, in questa fetta di Paese, e che cosa ci si possa aspettare per il futuro.

Con la sua "seconda" vita Balla Coi Cinghiali, come festival, è prossimo a raggiungere l'età adulta. Quanto ha ancora senso, in Italia, fare festival estivi come questo?
Noi crediamo abbia ancora molto senso fare un festival in Italia: il pubblico è pronto per eventi di qualità sulla scia dei grandi festival europei e internazionali, ne è la prova tangibile l'ottimo riscontro di pubblico della scorsa edizione di Balla Coi Cinghiali. Quando un gruppo di lavoro come il nostro, che è soprattutto un gruppo di amici, resiste per 15 anni, arriva ad un momento aureo in cui le professionalità si sono del tutto affermate e il pubblico è cresciuto con noi. Quindi, non abbiamo alcun problema a breve termine, la sfida sarà portare Balla Coi Cinghiali nel futuro per resistere alle generazioni.

Nel panorama locale e regionale si ridefiniscono le mappe dei luoghi di intrattenimento e gli "argomenti" dell'intrattenimento stesso, siamo ad una svolta "epocale" della musica?Se la svolta sia epocale è difficile dirlo, di certo oggi gli eventi sono sempre più utilizzati e organizzati da professionisti. Quando abbiamo iniziato noi il panorama era totalmente diverso e Balla Coi cinghiali era un po' un unicum nel tessuto Ligure, nonostante ci fossero tante altre piccole realtà che ci provavano. Si respirava un'area di grande fermento e tutto era possibile anche con pochi mezzi, mentre oggi la sicurezza e l'organizzazione sono fondamentali.Rispetto a 10/15 anni fa ha ancora senso, e come, parlare delle "sottoculture musicali" (e di "cultura musicale", più in genere) e come avvicinare le nuove generazioni che per quanto ancora sensibili diventano numericamente sempre meno legate a certi modelli di proposte.Le sottoculture musicali, si sa, cambiano molto velocemente, nonostante ci siano un sacco di fan di determinate band che resistono negli anni. Chi si confronta con la musica indipendente come noi, ha a che fare con queste dinamiche. 15 anni fa il rock alternativo subiva ancora molto l'onda lunga degli anni '90, penso ai Verdena, Ai Tre Allegri Ragazzi Morti, ai Ministri. Lo stesso concetto di musica indipendente oggi è minato volutamente alla base da artisti come Calcutta o Thegiornalisti e le categorie sono state riviste o saltate. Questo non è un fattore del tutto negativo, anzi, regna la contaminazione tra i generi. Oggi vedo che i Festival propongono per la maggiore molti nomi noti che spostano pubblico assieme a nuove realtà di hip hop, rap e contaminazioni che solo fino a pochi anni fa erano impensabili da vedere in certi contesti. Balla Coi Cinghiali cerca di essere una fotografia della musica del suo tempo, cercando di selezionarne la migliore. Così, insieme agli artisti immancabili per il nostro pubblico -Tricky su tutti-, abbiamo pensato di affiancare anche nomi che possano richiamarne di nuovo, come Izi e Sfera Ebbasta. Una scommessa che ci galvanizza e fa capire come Balla Coi Cinghiali non sia una realtà autoreferenziale, bensì uno spazio comune senza preconcetti. Il tutto per un solo, grande, rivoluzionario scopo: fare una grande festa.

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