Western da un’altra dimensione: La Torre Nera

L'inquietante Magnus opus di Stephen King porta la lotta tra luce e tenebra nelle sale cinematografiche.

TRAMA

Jake è un ragazzo in cura da uno psichiatra ed è vittima di visioni e strani sogni che traspone con dei disegni: molti dei quali parlano di una realtà parallela, di un malvagio uomo nero, di un pistolero e di una torre nera che si erge al centro dell’universo tra la luce e l’oscurità. L’uomo nero è uno stregone che vuole abbattere la torre, per farlo gli occorre una fonte di energia presente in alcuni giovani speciali che lui di continuo rapisce, se ci riuscirà l’oscurità si impadronirà dell’universo, a difesa della torre è rimasto solo più l'ordine dei Pistoleri; nella nostra realtà Jake è costretto a fuggire dagli emissari dell’’uomo nero, mentre scappa scopre il passaggio per l’universo parallelo di Medio-Mondo dove si trovano lo Stregone e il Pistolero.

https://www.youtube.com/watch?v=V73XZwe249w

Quello tra Stephen King e il cinema è un matrimonio cominciato nel 1974 con “Carrie – Lo sguardo di Satana” e da allora divenuto indissolubile, lunghissimo l’elenco dei romanzi e scritti divenuti trasposizioni cinematografiche che hanno in portato fortuna al cinema e ad egli stesso; infatti da quel 1974 lo scrittore è divenuto sicuramente tra i più influenti e conosciuti autori al mondo, legando nell’immaginario collettivo la sua figura a quella del termine Best Seller; bistrattato dalla critica che storceva il naso alla narrazione horror/fantasy ha cominciato a guadagnare credito autoriale, oltre che quello popolare, solo dopo la metà della sua carriera; il suo apporto al grande schermo ha regalato pietre miliari, tra i quali “Shining”,” It” , e “Il miglio Verde”, spaventando e inquietando intere generazioni. Ora viene proposta la serie della Torre Nera, e le credenziali ci sono tutte: oltre il valore delle pagine dello scrittore americano, appare uno scenario di atmosfere pre-apocalittiche, conflitti tra luce e tenebra, lotta per la conquista dell’universo, forze demoniache e mondi paralleli, onirismo e predestinazione, e poi questa misteriosa e impetuosa torre che si alza come un baluardo slanciato fin sopra le nubi; sembra tutto apparecchiato per un grande spettacolo, ma purtroppo le premesse vengono disilluse..

Manca infatti quasi completamente un approfondimento degli elementi sopra elencati, quasi un timore nel voler indagare nel mistero e un’incapacità di resa del terrore, che qui avrebbe avuto radici primordiali e inquietanti e un’enorme potenziale sviluppo; è proprio il coraggio che viene a mancare a queste nuove generazioni di sceneggiatori e registi, in fuga dal cinema di paura e dalle difficolta nel rappresentarlo, annacquando molto spesso la narrazione con un eccesso di scene d’azione al solo scopo di giungere ad una lunghezza vendibile della pellicola. E dire che di sequenze  interessanti c’è ne sono, come anche le argomentazioni: la figura del padre assente e sostituita dal Pistolero apre ad una analisi interessante sulla figura del ragazzo, del tutto normale all’apparenza ma vittima di strane visioni, che lui riporta nella realtà tramite i disegni, un linguaggio che ricorda quello di “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, un’idea non propriamente originalissima, ma che rende bene il concetto di come il confine fisico tra diverse dimensioni possa essere paragonato a un limite molto più labile tra realtà e sogno o visione, e di come possano essere collegate, nel film si nota come gli avvenimenti potenzialmente devastanti di Medio-Mondo influenzino in maniera minore ma comunque percettibile anche il nostro, di come tempo e cronologia storica siano sfalsati ma comunque riconducibili, questo aspetto rimane sicuramente la parte più intrigante e meglio resa della vicenda.

Non si tratta di un vero e proprio adattamento, ma di una versione alternativa quasi postuma del racconto, con una struttura che ne ha solo in parte elementi in comune con l’originale, in cui molti aspetti e punti di vista sono alterati in una trama che è sostanzialmente un mix fantasy, horror e western, il cui confine instabile consente di passare agilmente tra un genere e l’altro, esattamente come accade per i portali tra le dimensioni nella storia; è consigliabile un approccio in chiave western, in quanto come detto la presenza di numerosa azione e scontri all’arma occupa gran parte dello spazio, e la contaminazione degli altri generi può essere una aggiunta al canone consueto, in grado di rendere più godibile e arricchente la visione, offrendo un sottosuolo di sfumature inconsuete e location underground laddove vi erano solitamente deserto e whisky.

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