La musica della poesia: un convegno all’Università di Torino

A Torino incontri sul tema in occasione della giornata mondiale della poesia con i monregalesi Nicola Duberti e Jacopo Ramonda

La poesia è sicuramente un genere di nicchia, lo è sempre stata; almeno nella storia di chi vi scrive la figura del poeta ha sempre rappresentato, anche quando questa trovava una declinazione più pop attraverso la musica (perché un De André o un Guccini sono dei poeti in senso stretto del termine), un artista abituato a stare su un piano ben più appartato di quello offerto alla letteratura in prosa, considerata più accessibile, o di quella saggistica, vicina talvolta ad altri mezzi. La poesia è nascosta, caché, isolata, perché in forma insolita (almeno, sino ad oggi), più elaborata, propone e offre un modo di interpretare, di decodificare e di raccontare la realtà.

Il mondo moderno che sta facendo della velocità e della comunicazione istantanea, lampo, neanche più breve, il proprio paradigma sembrerebbe porsi in posizione diametralmente opposta rispetto alla poesia, di per sè lenta; in realtà parrebbe che si sposi decisamente meglio rispetto a quello di qualche decennio che, vuoi per questa ragione, vuoi per una azione di "rispolvero", sta godendo di una certa riscoperta.

In occasione della Giornata mondiale della Poesia che, come tutti gli anni, l’UNESCO il 21 marzo, il Laboratorio di Fonetica Sperimentale "Arturo Genre" dell'Università degli Studi di Torino ha organizzato la prima edizione de "La musica della poesia", manifestazione che coinvolge in Università personaggi di spicco della cultura nazionale e che vedrà tra i partecipanti anche i monregalesi Nicola Duberti e Jacopo Ramonda.

La volontà di promuovere la tradizione orale della poesia, la lettura poetica, l’insegnamento della poesia e la collaborazione tra discipline rappresentano anche il fine dell’iniziativa universitaria, che pone al centro della giornata la sonorità della poesia italiana e delle altre letterature mondiali. Per l’occasione saranno coinvolti docenti universitari e giovani ricercatori che racconteranno le letterature di diversi Paesi, poeti contemporanei di spicco nel panorama italiano (come Davide Rondoni e Paola Loreto), il cantautore Federico Sirianni, il direttore della collana di poesia Bianca Einaudi Mauro Bersani e giovani voci della poesia italiana già riconosciute a livello nazionale.

Valentina Colonna, dottoranda (e nostra affezionata collaboratrice) che insieme al professor Romano è promotrice dell'iniziativa dell'Università di Torino dice: «Beh io penso che la poesia è nella vita, è costantemente vicino alla gente perché è nelle cose, è tra le cose. E la gente ne ha bisogno (non a caso siamo un popolo con un altissimo numero di poeti e numerosissime pubblicazioni annuali di libri di poesia - mai come prima). La poesia è fatta di brevità, visione e di silenzio, combinato col suono, elementi quanto mai necessari nel nostro presente. Per cui la poesia è attuale, in quanto parte di tutto questo. È una forma particolarmente musicale del linguaggio, che nasce dalla profondità della vita. Questo progetto nasce proprio per valorizzarne la musica. Per far vivere la poesia è opportuno anche "darle voce": questa è la ragione per cui viene dedicata una giornata alla sua musica. a darle voce abbiamo chiamato non sono solo studiosi accademici (che affronteranno le musiche di lingue diverse), ma poeti noti e giovani insieme ad altri esperti del settore, per declinare tutta questa potenza espressiva, che nasce dal silenzio».

Alla giornata che avrà luogo presso Palazzo Badini-Confalonieri (Via Verdi, 10), Sala lauree Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere, dalle 9.00 alle 18.00, oltre al vicese Jacopo Ramonda le cui "prose brevi" sono state inserite nel XIII Quaderno italiano di Poesia Contemporanea, parteciperà Nicola Duberti che è uno dei personaggi più illustri sul territorio (almeno) piemontese nello studio e nella riscoperta linguistica dialettale: «Io credo che paradossalmente la poesia sia un genere piuttosto adatto al mondo contemporaneo. Intanto offre la possibilità di procedere per frammenti, pezzi, gemme che poi si possono incastonare in un contesto più ampio. Permette di interpretare i singoli avvenimenti dando loro un ritmo che nella realtà non hanno. È come fare un quadro o scattare una foto. Dopo puoi creare una galleria di immagini, ma anche no. La narrativa invece richiede già una gabbia preventiva. È come fare il servizio fotografico per un matrimonio. La poesia è invece più adatta alla convivenza; convivenza con la realtà, le sue contraddizioni, le sue diversità. Per questo si nutre di parole e di immagini, possibilmente reali ma non sempre immediate. Il 21 marzo il mio intervento riguarderà la figura di Carlo Regis, uno che era proprio così: un fantastico giocatore, capace di trasformare le parole del suo piemontese in formidabili chiavi a stella per smontare la realtà rimontandola poi con una visione tutta sua...».