Windows98 – A Different Kind Of Blue

Il millenovecentonovantotto è stato un anno mirabile: Roberto Baggio ha quasi (per tanto così!) segnato un goal alla Francia che se fosse entrato avrebbe cambiato la storia, ho dato il mio primo bacio guardando i fuochi della Madonna sui tetti delle Magistrali e nell’Aprile di quell’anno una specifica tonalità di blu, #0000AA per essere precisi, ha fatto tremare un impero.

Il blu.

Il blu è uno dei tre colori primari additivi, insieme al rosso e al verde.

Il blu è il colore del cielo perché le molecole di gas che compongono l'atmosfera terrestre diffondono solo la luce blu che ha lunghezza d'onda minore, mentre le lunghezze d'onda maggiori vengono riflesse. L'acqua delle grandi distese è blu perché le bande energetiche vengono assorbite in modo differente dall'acqua, facendo scomparire in ordine le radiazioni più deboli: prima il rosso, poi il giallo, poi il verde, poi il viola, e infine il blu, quel blu che affascinò a tal punto Yves Klein da volerlo fissare per sempre in un pigmento catalogato come IKB (International Klein Blue) o, per dirla nel linguaggio delle macchine, #002FA7.

Yves Kline, IKB 59, 1959

Per i maya il blu era il colore al centro dell’universo, per i romani non era un colore nobile perché blu erano gli occhi dei barbari. Scartati nero e bianco, troppo neutri, il blu è forse anche uno dei colori più facili da creare su uno schermo, immediato da notare senza convogliare un’idea di successo (verde) o eccessivo allarme (rosso).

Chissà se per uno di questi o per quale altro motivo il blu è stato scelto come colore dello sfondo del famigerato Blue Screen Of Death, lo schermo blu della morte, che appariva, a partire da Windows 1.0, per indicare una situazione di errore di sistema irreversibile. Ma è proprio alla presentazione ufficiale di Windows 98, uscito in versione RTM (Release To Manufacturing, ovvero fatto e finito e pronto per il commercio) quel 15 Maggio del 1998, vent’anni fa, che per sfortuna o (secondo i più maliziosi) per scelta è apparso improvviso sullo schermo del computer utilizzato Bill Gates al Comdex di Las Vegas.

https://www.youtube.com/watch?v=IW7Rqwwth84

(Bill Gates sdrammatizza: "Questo è il motivo per cui non abbiamo ancora lanciato Windows 98")

Chissà cosa sarà passato per la mente del buon Bill in quegli istanti? Avrà sentito il rumore delle fondamenta del suo impero sgretolarsi? Le aspettative per questo nuovo sistema operativo targato Microsoft erano molte, in quanto quella versione di Windows avrebbe rappresentato per l’azienda di Seattle un vero salto nel futuro.

Già, il futuro.

Nel decennio antecedente al 2000 il presente era il futuro: l’epoca d’oro dei film di fantascienza degli anni ‘70 e ‘80 vedeva la fine del millennio come il tempo del futuro per eccellenza, e aver passato indenni il 1997 senza che Manhattan fosse stata ridotta ad una prigione di massima sicurezza come nel film di Carpenter era qualcosa di affascinante e straniante al tempo stesso.

In quel futuro però, quello cyberpunk di buio e pioggia e bassifondi cittadini, le connessioni con la rete avvenivano tramite terminali di testo, caratteri verdi brillanti su neri schermi catodici, alternati ad ologrammi deboli e traballanti come ectoplasmi. Vecchia tecnologia e magia, una visione così romantica e così distorta dalle lenti dell’epoca, così simile a quella pre-visione di futuro che a inizio ‘900 si poteva ammirare in certe illustrazioni francesi sull’Anno 2000.

Il futuro, visto dal passato, è sempre un po' retrò.

In questo futuro invece i computer (o meglio i sistemi operativi) abbandonavano quasi del tutto l’interfaccia di testo per sviluppare la propria versione a finestre (windows, appunto), decisamente più intuitiva anche se molto meno adatta al noir delle città costantemente inondate di piogge acide. Certo, altri sistemi operativi si erano già dotati di un'interfaccia a finestre (Mac OS in testa), ma furono quelle di Windows ad aprirsi per diffondere nelle stanze del grande pubblico dei PC i venti del cambiamento di un mondo che stava per vedere ingigantirsi e poi esplodere la Dot-com Bubble.

Sebbene rappresentasse un passo avanti considerevole rispetto ai suoi predecessori, Windows 98 non era ancora un Sistema Operativo completamente a sé stante (come per le precedenti versioni di Windows, l’avvio e buona parte delle funzionalità erano ancora basate su MS-DOS) ma il suo punto focale era una totale integrazione con Internet Explorer, non solo a livello di rete ma anche nelle finestre stesse o come sfondo del desktop (Active Desktop). Pur senza godere di un grande successo di per sé, l’Active Desktop simboleggiava la presa di coscienza dell’importanza assoluta dell’integrazione del Web con la vita di tutti i giorni. Oltre ad una maggiore facilità di utilizzo, Windows 98 consentiva finalmente l’impiego contemporaneo di più periferiche USB sullo stesso computer, supportava più di un monitor collegato, il formato DVD, fotocamere digitali, la WebTV, il file system FAT-32, le DirectX 5.0 per gli effetti grafici dei videogiochi e il supporto per le istruzioni MMX.

E aveva Age Of Empires di serie.

https://www.youtube.com/watch?v=aWBx8qOQcjI

Chissà cosa avrei potuto fare della mia vita, se non avessi dovuto spendere giornate interminabili su Age Of Empires?

E poi wallpaper, screensaver, icone: tutto personalizzabile, dai suoni, ai caratteri, al puntatore del mouse. Alcuni temi del desktop avevano ben 65536 colori! Lo stack di rete era stato fortemente migliorato per essere pronto alle nuove connessioni e per sfruttare al meglio internet e la rete. Ed è stato il primo Windows ad avere l’anteprima delle immagini nelle icone: il tutto in soli 205MB circa, ovvero la metà delle dimensioni della sola App di Facebook per i moderni cellulari.

Il successo sul mercato fu enorme, a tal punto da attirarsi le ire dell’Antitrust perché la stragrande maggioranza delle connessioni sul Web avvenivano tramite Internet Explorer (schiacciando la concorrenza di Netscape Navigator). Solo nel 2012 Google Chrome riuscirà a strappare a Explorer lo scettro di web browser più utilizzato.

E lo schermo blu? Era di sicuro un po’ più difficile farlo comparire rispetto a Windows 95, dove bastava semplicemente aspettare, ma inserendo una chiavetta USB diventava decisamente probabile godersi lo spettacolo unico di quel profondo blu intenso, quell’annuncio così biblico e incomprensibile di fine del mondo che portava in sé la speranza di salvezza nella resurrezione al riavvio di sistema.

Il resto è storia: a circa un anno dall’uscita di Windows 98, nel maggio del 1999 venne distribuito Windows 98 Second Edition, un aggiornamento così diffuso e importante da costringere Microsoft a rimandare più volte la cessazione del supporto ufficiale fino al luglio 2006. Da allora si sono succedute più di una dozzina di versioni di Windows, il mercato è cambiato spaventosamente con l’avvento dei telefoni cellulari, e abbiamo anche superato in sordina l’anno in cui Marty McFly era arrivato viaggiando nel futuro.

E ancora io non ho un hoverboard volante.

Buon compleanno, dunque, Windows 98! Ormai non sei più un teenager neanche tu. Vent’anni sono passati oggi da quel millenovecentonovantotto, da quell’anno impossibile da dimenticare: le magie di Roberto Baggio in Nazionale, le ultime. L’estate passata a giocare a Age Of Empires, il primo. E il nome di quella ragazza e i quindici giorni successivi, pochi per definirla una storia, abbastanza perché il suo nome viva per sempre come risposta alla domanda di sicurezza per recuperare la password dell’account online del mio ormai obsoleto Windows Phone.

https://www.youtube.com/watch?v=FEPFH-gz3wE



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